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giovedí 29 luglio 2010, ore 19.41
Lotta al falso: via al Consiglio Nazionale Anticontraffazione
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L’obiettivo dell’organismo interministeriale è di migliorare l'azione di contrasto a livello nazionale attraverso il corretto esercizio delle funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento delle azioni strategiche di ogni amministrazione
redazione

Nasce il Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC) al Ministero dello Sviluppo Economico per rafforzare in modo sinergico, strategico e coordinato l’azione del Governo di lotta al falso, compreso quello on line, attraverso il diretto coinvolgimento dei dieci ministeri interessati.

Il decreto interministeriale, che stabilisce le modalità di funzionamento del nuovo organismo ed è stato previsto dalla Legge Sviluppo, porta infatti la firma congiunta oltre che del Ministro dello Sviluppo Economico, che lo presiederà, anche di quelli dell’Economica e Finanze, Affari Esteri, Difesa, Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Interno, Salute, Giustizia, Beni e Attività Culturali, Lavoro e Politiche Sociali, che faranno parte dello stesso Consiglio.

Concepito sul modello dell’omologo francese, Comité national anti-contrefaçon (istituito nel 1994), il CNAC ha come principale punto di forza quello di essere lo snodo centrale dell’attività di raccordo e coordinamento di quanti coinvolti, a vario titolo, nella lotta alla contraffazione e si presenta come un organismo composito che assolve ad un ruolo di natura politico-strategica avvalendosi di elevate competenze tecniche.

In particolare, l’obiettivo del Consiglio è di migliorare l'insieme dell'azione di contrasto alla contraffazione a livello nazionale. Nell'ambito di tali funzioni, infatti, il CNAC elaborerà proposte funzionali e adatte a perseguire uniformità, sinergia e tempestività nell'azione strategica delle varie amministrazioni competenti.

«La funzione di indirizzo, impulso e coordinamento delle politiche nazionali in materia di lotta alla contraffazione», ha detto l’avv. Loredana Gulino, Direttore generale Lotta alla contraffazione del Ministero dello Sviluppo Economico, «sarà esercitata attraverso il costante, sistematico e continuo scambio di esperienze ed informazioni con gli interlocutori interessati in un disegno volto a creare un circolo virtuoso e nel quale la conoscenza tecnica del fenomeno della contraffazione, arricchita dall’esperienza di quanti lo affrontano in prima persona nella loro attività quotidiana, costituirà la base per l’adozione condivisa di politiche di contrasto e repressione della contraffazione adeguate e realmente efficaci».

L’avv. Gulino ha precisato che «la previsione normativa che identifica i componenti del CNAC nei soli esponenti istituzionali non deve trarre in inganno e risponde ad una logica di efficienza e razionalizzazione dei lavori del Consiglio, senza per questo esautorare il contributo che tutti gli stakeholder possono fornire all’attività del Consiglio».

 



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