Acquisti online, preparazione brand: aumento delle frodi

Claudia Pollara

La pandemia di COVID-19 ha provocato, anche, l’aumento circa l’uso di Intenet in tutto il mondo. Un mutamento delle abitudini quotidiane che ha favorito l’attività di phishing. Lo rileva la ricerca fatta da   OpSec Security che ogni anno rilascia un report circa le abitudini di consumo che coinvolge 2600 consumatori nel mondo.

Nel 2020 l’86% dei consumatori è stato vittima di furto d’identità, frode con carta di credito/debito o violazione dei dati sensibili, registrando un aumento dell’80% rispetto allo scorso anno e questo potrebbe diminuire la fiducia per gli acquisti futuri effettuati online.

Infatti in vista del Black Friday e Cyber Monday, si rileva che nella maggior parte dei consumatori è aumentato senso di insicurezza e fiducia rispetto al 2019 per acquisti via app (53% attuale rispetto al precedente 60%), tramite pubblicità sui social media (dal 31% al 26%) o direttamente sui marketplace online (dal 58% al 55%).

Il 63% teme che gli hacker rubino i loro dati personali durante il processo di acquisto online, il 58% è maggiormente preoccupato della possibilità di subire un furto di denaro. Il 54% degli acquirenti si assicura che il sito sul quale sta navigando sia affidabile, mentre il 23% indaga cercando recensioni attraverso i social media. L’indagine, inoltre, ha anche evidenziato che il 46% degli intervistati controlla che il sito e-commerce abbia un certificato SSL, ovvero che sia presente il lucchetto nella barra di ricerca del browser che permette connessioni sicure da un server web a un browser. È quindi evidente che un consumatore su 10 (10%) non effettua alcuna forma di valutazione.

Bill Birnie, Senior Vice President e General Manager della divisione Online di OpSec Security, ha dichiarato: “C’è un piccolo ma sensibile aumento del numero di consumatori vittime degli attacchi informatici rispetto all’anno scorso, e questo genera una minore fiducia da parte dei consumatori nell’effettuare acquisti attraverso i canali digitali. Ciò evidenzia l’impatto che le esperienze negative online possono avere sulla percezione del marchio, ora che la gran parte della nostra vita quotidiana è online. I marchi devono fare il possibile per alleviare queste preoccupazioni e rassicurare i consumatori garantendo di avere in atto le misure di sicurezza necessarie per proteggerli dalle minacce informatiche. È chiaro che è necessaria una maggiore educazione dei consumatori su come fare acquisti online in modo sicuro, e i brand, in questo senso devono essere proattivi. Ad esempio, i criminali informatici possono ancora semplicemente firmare un certificato SSL gratuito di 90 giorni per il loro sito web per conferirgli una presunta legittimità, cosa di cui molti consumatori probabilmente non sono consapevoli. Poiché è probabile che il maggior utilizzo dei servizi online determini cambiamenti a lungo termine nel consumismo, le aziende devono coinvolgere partner esperti per mettere in atto misure di protezione al fine di ridurre i possibili attacchi ai loro clienti per mantenerne la fiducia”.

Per approfondire i risultati raccolti nella ricerca di OpSec e su come è possibile proteggere meglio il marchio e i clienti, scaricare la copia del OpSec Barometer: Navigating the New Normal Online