GdF: Caltanissetta, ecco come le Fiamme Gialle scovano ed attaccano i redditi degli sfruttatori di esseri umani

Enrico Fiorenza

L’operazione aveva avuto il suo culmine a novembre scorso, allorquando i finanzieri del Comando Provinciale di Caltanissetta scoprirono un giro di prostituzione attivo nella zona storica della città siciliana e le cui fila erano tenute da un cittadino italiano e da una dominicana.
Dopo aver messo fine a quella tratta di giovani donne, perlopiù di origine sudamericana, le fiamme gialle nissene hanno comunque proseguito le loro attività di polizia anche nel settore di loro elezione, ovvero quello economico-finanziario, ricostruendo il volume d’affari conseguito dagli sfruttatori che ora verrà sottoposto a tassazione.
Secondo gli investigatori della GDF, infatti, i dominus del giro avrebbero intascato almeno 150.000 euro, tra cui si rileva anche l’acquisto di un immobile sito nel centro storico cittadino.
Secondo quanto prevede la norma, infatti, anche tali proventi costituiscono per il soggetto che li ha conseguiti reddito imponibile, facendo così sorgere a carico dello stesso i connessi obblighi contabili nonché quelli dichiarativi.
Al riguardo, l’unica deroga possibile è rappresentata dallo spossessamento degli “incassi” conseguiti per effetto di un provvedimento di sequestro o di confisca, sempreché l’esecuzione del provvedimento sia intervenuta nello stesso periodo d’imposta in cui è maturato il possesso delle somme.
L’aggressione dei patrimoni illeciti, in qualsiasi loro forma o in qualsiasi modo questi siano stati conseguiti, costituisce per la Guardia di Finanza un obiettivo di carattere assolutamente strategico proprio per la sua peculiare funzione di polizia economico-finanziaria, oltre che di polizia giudiziaria a competenza generale dove comunque il Corpo assolve al suo ruolo di contrasto ad ogni forma d’illecito al fianco di Carabinieri e Polizia di Stato.
Attingendo da un patrimonio di competenze e capacità maturate sia nelle indagini di polizia economico-finanziaria, sia in quelle di natura penale, la Guardia di Finanza rappresenta un’arma di indiscussa efficacia contro l’accumulo di ricchezze di origine illecita e la diffusione della c.d. “economia nera”, sulle quali le ultime direttive del Comando Generale del Corpo – attraverso il “Manuale operativo in materia di contrasto all’evasione fiscale” – ha proprio di recente fornito ai propri Reparti puntuali indicazioni operative.