GdF: Foggia e Cuneo, sequestri di fuochi pirotecnici per 1.400 kg. Denunciati 3 responsabili

Due differenti sequestri, tra l’altro operati in zone e contesti ambientali molto diversi ma che comunque confermano la “passione” di troppe persone per i “botti”; una passione che chi commercia – molto spesso illegalmente – in questi articoli conosce molto bene realizzando così proprio in questo periodo dell’anno forti guadagni senza curarsi troppo né dello stoccaggio di tali prodotti (che spesso vengono addirittura occultati all’interno di abitazioni), né a chi finiscano in mano artifizi pirotecnici dotati di grande potenza esplosiva che, invece, dovrebbero essere maneggiati esclusivamente da persone regolarmente abilitate.

Ed è proprio in tale settore operativo che si sono materializzati i due ultimissimi sequestri di materiali esplodenti avvenuti nel foggiano e nel cuneese, per un totale di circa 1.400 kg.

La prima operazione è avvenuta nella zona di San Severo (FG), dove i finanzieri del locale Comando Provinciale, diretto dal Colonnello Ernesto Bruno, dopo aver svolto alcuni controlli alle bancarelle che solitamente vendono questi prodotti, sono riusciti a risalire ad un box ove gli stessi ambulanti si approvvigionavano. Sin qui nulla di strano, se non fosse però che in quello stesso locale i finanzieri foggiani hanno rinvenuto circa 28.000 fuochi pirotecnici detenuti senza il minimo rispetto delle norme di sicurezza, ed ovviamente senza le prescritte autorizzazioni di P.S.

Gli accertamenti però non si fermavano qui, giacché le fiamme gialle individuavano nella stessa cittadina un esercizio commerciale presso il quale erano già pronti per la vendita altri 11.000 artifizi pirici della categoria “F4”, ovvero prodotti che presentano un rischio d’uso particolarmente elevato e che pertanto posso essere maneggiati soltanto da persone che ne hanno una competenza specialistica.

L’attività si concludeva dunque con il sequestro di circa 1.200 kg. di botti, nonché con la denuncia di due responsabili.

Il secondo sequestro sul genere aveva invece per scenario la tranquilla zona delle Langhe, in particolare la cittadina di Bra (CN) dove i finanzieri della locale Compagnia, diretta dal Capitano Diego Tatulli – nell’ambito di un piano predisposto dal sovraordinato Comando Provinciale del Corpo – indirizzavano le loro attenzioni verso un soggetto sospettato di rifornirsi (senza licenza alcuna) di fuochi artificiali fabbricati in Campania, per poi rivenderli al dettaglio ai consumatori del posto del tutto, o quasi, ignari del pericolo a cui erano esposti.

Acquisiti sufficienti elementi informativi sulla circostanza, le fiamme gialle braidesi procedevano così ad una perquisizione presso il domicilio del sospettato rivenendovi circa 650 artifizi pirotecnici della IV e V categoria (dunque di elevata potenza) aventi un peso complessivo di 200 kg. Nel corso della stessa perquisizione i militari hanno altresì rivenuto un’interessante documentazione con la quale sono riusciti a risalire alla “filiera distributiva” gestita dal responsabile denunciato, e che ora gli consentirà di togliere dal commercio prodotti di rilevante pericolosità che, è bene sottolinearlo, sono tra l’altro ceduti agli acquirenti al di fuori di ogni assoggettamento di ordine tributario.

Sia pur nel rispetto di usanze e tradizioni tipiche, e che hanno sovente proprio nei giochi pirotecnici il loro pezzo forte, va opportunamente ricordato come l’utilizzo di questi prodotti è giustamente quanto chiaramente regolamentato dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (il T.U.L.P.S.) e che il commercio illegale degli stessi, oltre che mettere a serio repentaglio l’incolumità fisica delle persone, danneggia fortemente i legittimi interessi di fabbricanti e di rivenditori che operano nel rispetto delle regole e che perciò non debbono vedersi penalizzati nei loro fatturati i quali, proprio in concomitanza con i festeggiamenti di fine anno, solitamente realizzano i loro picchi più consistenti.