GdF: frode fiscale per 3 professionisti romani

Gabriel Romitelli

Ville da sogno alle Antille Francesi, barche e auto di lusso ed un tenore di vita di alto livello. Era questo ciò di cui potevano godere tre professionisti, con prestigiosi studi nella Capitale, scoperti dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma dopo aver presentato al Fisco redditi al limite delle soglie di povertà.

I tre “professionisti della finta indigenza”, infatti, dichiaravano di aver conseguito redditi inferiori a quelli di un operaio, ma poi giravano in SUV, pasteggiavano a champagne mentre i loro studi erano sempre pieni di clienti.

Questo era dunque il reale quadro della situazione, che i finanzieri capitolini sono riusciti a delineare nei confronti di tre notai sottoposti a verifica fiscale dai militari.

Ed è stato così, anche grazie all’analisi dei sostanziosi flussi di denaro transitati sui numerosi conti correnti utilizzati dai tre evasori, che è stato possibile scoprire una mastodontica frode fiscale superiore ai 36 milioni di euro, ai quali si affiancano quasi 7 milioni di euro in IVA non versata.

Varie e davvero fantasiose le “acrobazie contabili” messe in atto dai tre, i quali, per sottrarsi al versamento di quanto dovuto, non si facevano scrupolo alcuno nell’utilizzare impropriamente titoli di esenzione fiscale, oppure simulando la restituzione di anticipi fatti per conto del cliente (e dunque non tassati), oppure ancora operando versamenti del “nero” su conti correnti intestati a due Onlus (però gestite dal professionista di turno).

In un caso le fiamme gialle hanno addirittura costatato come uno dei responsabili, pur disponendo di due studi, uno dei quali in pieno centro di Roma, in un’annualità è risultato addirittura in perdita mentre per un’altra dichiarava la somma di 1 euro.

Tutti e tre professionisti denunciati – oltre che al Fisco – dovranno rispondere all’Autorità Giudiziaria, nei confronti della quale si trovano a difendersi dall’accusa di dichiarazione infedele.