GdF, Parma: 3 arresti per peculato

Stefano Serafini

Undici persone, tra le quali figurano due dirigenti del Comune di Parma, il comandante della Polizia Municipale, un dirigente dell’IREN (società che si occupa della distribuzione del metano e della raccolta dei rifiuti), sei imprenditori e un investigatore privato, sono stati arrestati per corruzione e peculato dai finanzieri del locale Comando Provinciale che hanno accertato il pagamento di tangenti per diverse centinaia di migliaia di euro.Gli 11 provvedimenti di arresto sono scattati al termine di un’indagine che le Fiamme Gialle parmensi stavano da tempo effettuando, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, nei confronti di alcune procedure amministrative per l’appalto di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico.Stando a quanto emerso nel corso delle indagini, che i militari della Guardia di Finanza hanno condotto anche con l’ausilio di telecamere nascoste, le opere pubbliche venivano assegnate – dietro pagamento di “mazzette” – a imprenditori locali compiacenti facendo leva sul proprio ruolo dirigenziale all’interno del Comune.La propensione a delinquere dei responsabili, peraltro, è emersa nettamente allorquando gli stessi sono arrivati a costituire delle società ad hoc, al solo fine di creare un soggetto economico in grado di contrattare con la Pubblica Amministrazione, su cui convogliare i flussi di denaro pubblico che venivano gestiti in ragione del proprio incarico.Degna di nota, in tutto il contesto corruttivo, è la figura del comandante dei Vigili Urbani di Parma il quale, oltre ad essere parte integrante di tutto il giro di “mazzette”, non si poneva nessuno scrupolo nel favorire privati cittadini e imprenditori per evitare loro il pagamento di sanzioni già comminate, per facilitare attività irregolari e finanche a vendere informazioni riservate acquisite in virtù del proprio ruolo.Una mercificazione a 360° delle proprie funzioni pubbliche, dunque, che era arrivata persino a escogitare nuove forme di tutela per le colonie di cani e gatti pur di arrivare a conseguire illeciti arricchimenti a spese della cittadinanza.