GdF: sequestrati 44 milioni di euro al clan Mallardo

Leonardo Ricci

Beni mobili e immobili per un valore stimato in oltre 44 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Roma, nell’ambito dell’operazione “Domus Aurea” che le fiamme gialle capitoline hanno condotto a contrasto della camorra e dei suoi patrimoni illeciti.

Sono stati i finanzieri del G.I.C.O. (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata) a scoprire che dietro le attività di tre imprenditori del settore immobiliare, di fatto, si celavano azioni per il re-investimento di soldi provenienti dal clan “Mallardo”, egemone nel territorio di Giugliano di Campania (NA) e nei comuni limitrofi.

Gli accertamenti patrimoniali effettuati dai finanzieri nei confronti degli indagati, avviati dal 2013 su autorizzazione delle Direzione Distrettuale Antimafia, hanno messo in luce metodologie e sistemi utilizzati per consentire investimenti immobiliari con denaro proveniente da attività delinquenziali. Tra questi il cd. “sistema dei mutui” con il quale (una volta acceso un comune mutuo) si poteva dare una giustificazione apparentemente lecita all’apporto costante e consistente di denaro liquido.

Lo stesso, messo abilmente a punto dagli esponenti del clan e dai loro fiancheggiatori, ha così consentito ai responsabili di mimetizzarsi perfettamente nel tessuto economico-sociale della città, soprattutto nella sua zona nord-est, ove, almeno in passato, non si erano registrate indagini o altre situazioni di allarme sociale connesse alla criminalità organizzata campana.

L’operazione “Domus Aurea” ha però dimostrato gli uomini del clan “Mallardo” avevano realizzato in maniera occulta grossi investimenti immobiliari nella Capitale e in alcuni paesi della sua provincia (Fonte Nuova, Guidonia Montecelio, Mentana, Monterotondo e Sant’Angelo Romano), nonché in altri comuni situati nella provincia di Napoli.

Come sempre avviene in questi casi i soggetti giuridici a cui intestare tali proprietà erano stati reclutati tra vari “prestanome”.

Una volta accertata l’esistenza di tali proprietà, sulla base delle direttive impartite dall’Autorità Giudiziaria inquirente, i finanzieri del G.I.C.O. hanno sviluppato qualcosa come 94 accertamenti economico-patrimoniali nei confronti di altrettante persone fisiche e giuridiche, con i quali è stata finalmente messa in luce una vera e propria holding criminale, per mezzo della quale è stato possibile accumulare un ingentissimo patrimonio immobiliare del tutto ingiustificato rispetto ai senz’altro modesti profili reddituali dichiarati dagli indagati.