Guardia di Finanza, Roma: sgominata la banda dei “contrabbandieri dell’aria”

Giuseppe Magliocco

I “contrabbandieri dell’aria”, è questo il curioso nome dato a un agguerrito gruppo delinquenziale di cittadini nordafricani, in prevalenza egiziani, che in luogo dei classici traffici che normalmente avvengono per mezzo di container e autoarticolati, introduceva in Italia ingenti quantitativi di tabacchi lavorati esteri (TLE) che venivano celati all’interno di bagagli a mano o da stiva.
Il modus operandi dell’organizzazione, molto attiva nelle aree urbane di Milano e Novara, consisteva nel trasportare le sigarette di contrabbando attraverso corrieri appositamente reclutati – anche tra ragazzi minorenni – che giungevano in Italia per viaggi turistici o per fare visita a loro parenti.
La stessa organizzazione di contrabbandieri aveva inizialmente utilizzato l’aeroporto capitolino di Fiumicino come porta d’ingresso dei loro traffici ma poi, visti i numerosi carichi di “bionde” persi a causa dei sequestri operati dai finanzieri agli ordini del Colonnello Ernesto Bruno, avevano deciso di spostarsi sugli scali di Milano, Torino, Venezia, Bologna e Bergamo.
L’indagine condotta nei loro confronti, anche con intercettazioni telefoniche, dalle fiamme gialle del Comando Provinciale di Roma si era però già avviata, ed a nulla è valso il loro tentativo di forzare le maglie dei controlli su altri scali aeroportuali probabilmente ritenuti, a torto, meno controllati.
Gli stessi finanzieri, infatti, su disposizione del Tribunale di Torino, hanno eseguito tra Milano e Novara 6 ordinanze di custodia cautelare, di cui 3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari, nonché notificato limitazioni della libertà personale per altri loro 6 fiancheggiatori.
All’esito delle operazioni sono 2.700 le stecche di sigarette di contrabbando sequestrate dagli uomini della Guardia di Finanza, per un totale complessivo che supera i 5 quintali.
Sulle stesse sigarette sono ora in corso analisi chimiche al fine di stabilirne l’esatta composizione atteso che, proprio nelle sigarette di contrabbando, sono spesso presenti sostanze tossiche in misure molto maggiori rispetto a quelle consentite.
Il fenomeno del contrabbando delle “bionde” sta purtroppo conoscendo un nuovo ritorno a causa della crisi economica e dell’elevato costo delle stesse, fattori questi che invogliano i consumatori a rifornirsi sulle piazze dello smercio clandestino, gestite però dalla malavita organizzata che è sempre pronta a realizzare i propri business criminali ogni volta se ne presenti la possibilità.