Il “caso” Olio di Palma

Samanta Sarti

Sta per raggiungere quota 200 mila (fonte dati Data Web, Gruppo Data Stampa), il numero di azioni di engagement degli utenti italiani, alle notizie online di approfondimento dedicate all’olio di palma e alla pubblicazione del dossier EFSA. Un’analisi più dettagliata consente di raccogliere i focus tematici che hanno caratterizzato i picchi quotidiani “di azioni”.

Il 6 Maggio, con oltre 47 mila azioni, l’interesse è stato veicolato dalla dichiarazione di “vittoria”, per l’allerta contenuto nel documento Efsa, da parte di siti e personaggi pubblici da tempo schierati contro l’utilizzo dell’olio di palma. Seguono le notizie che pongono quesiti sulle future mosse del Governo, e sulle doverose spiegazioni da parte della UE. Apprensione per la salute di bambini e adolescenti principali consumatori dei prodotti “killer”.

Il giorno 7 è invece Coop, che decide di ritirare dagli scaffali più di 100 prodotti a marchio proprietario, contenenti olio vegetale, a raccogliere la quasi totalità delle complessive 43.800 azioni.

Domenica 8 Maggio si assiste ad un drastico calo delle azioni: 5.300 circa, gran parte delle quali persistono intorno alla comunicazione Coop e alla pubblicazione del dossier Efsa.

Il picco più eclatante, oltre 87.400 azioni, viene raggiunto Lunedì 9. In testa, sempre il comunicato Coop, con la precisazione che già in molti prodotti a marchio proprietario, soprattutto destinati ai bambini, è stata effettuata la sostituzione dell’olio di palma con olio extravergine e olio monoseme (come mais e girasole). Iniziano a raccogliere azioni alcuni approfondimenti sulle tipologie di danni alla salute causati dal consumo frequente e continuativo di prodotti contenenti l’olio incriminato.

Il 10 Maggio l’engagement scende a poco più di 25 mila azioni. Coop perde il primato e lascia il posto agli approfondimenti pubblicati soprattutto dalle testate “di settore”, o di taglio “scientifico-divulgativo”. Ripresi anche siti stranieri, come foodnavigator.com.