L’ape bulgara fa il miele italiano

Giovanni De Roma

Un singolare sequestro di prodotti alimentari (in questo caso miele) è stato effettuato dai finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi.

Le fiamme gialle brindisine, che insieme al personale della Dogana stavano eseguendo dei controlli sulle banchine del porto, hanno fermato un camion appena sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia per verificare la natura delle merci trasportate e i relativi documenti.

Nell’automezzo, condotto da un cittadino bulgaro, erano state stivate 8.000 confezioni di miele da un chilogrammo ciascuna. Sin qui nulla di strano, se non fosse stato per il fatto che sulle confezioni in questione era impresso il marchio di una nota industria dolciaria italiana, mentre la documentazione commerciale che scortava il carico attestava l’origine bulgara del prezioso prodotto.

La normativa in vigore, infatti, oltre a prevedere l’indicazione della tipologia dei diversi mieli (es. d’acacia, di castagno, millefiori, ecc.), obbliga i produttori ad indicare chiaramente sulle etichette anche il paese di origine.

La circostanza si palesava quindi come una chiara frode alimentare che induceva i finanzieri a sequestrare tutti gli 8.000 kg. di “finto miele italiano”.