Napoli, ex detenuto di Poggioreale si trasforma in poliziotto penitenziario per docufilm

redazione

Attacco frontale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Oggetto del contendere l’autorizzazione concessa dall’Ufficio stampa del Ministero a far girare le scene di un docufilm nel carcere di Poggioreale.
“Nulla da dire, se non fosse che ad indossare la divisa da poliziotto penitenziario sia stato autorizzato un ex detenuto”, denuncia il segretario generale del SAPPE Donato Capece. “E’ semplicemente scandaloso tutto questo! Come sia potuta accadere una cosa del genere lo vogliamo sapere dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che certo non può autorizzare riprese di docufilm in carcere senza prima avere avuto assicurazioni dalla società produttrice su chi è parte dello staff. Cosa ci si può aspettare da un ex detenuto che ha accusato pesantemente la Polizia Penitenziaria, che parli bene di noi? E’ gravissimo e vorremmo che anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini si esprimesse nel merito, perché davvero ci sembra una cosa assurda e vergognosa”.
“E’ inammissibile, inaccettabile, intollerabile ed insopportabile che un ex detenuto, condannato e quindi colpevole di vari reati, rivesta i panni del poliziotto penitenziario, magari per discutere del sistema penitenziario e dell’esecuzione penale: una decisione gravissima che non può rimanere senza conseguenze per chi ha consentito tutto ciò”, sottolinea ancora Capece. “Pensavamo di aver già visto il peggio quando l’ex Ministro della Giustizia Andrea Orlando coinvolse Adriano Sofri, il leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere (ma da tempo in libertà) quale mandante dell’omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi avvenuto a Milano nel 1972, tra gli ‘esperti’ chiamati per riformare il sistema penitenziario italiano, incarico rigettato dopo la denuncia e le proteste del SAPPE, o quando un ergastolano fece lezioni ad una paltea di allievi Agenti di Polizia Penitenziaria nella Scuola di Cairo Montenotte. Ma oggi vedo che si continua a calpestare il senso dello Stato e delle Istituzioni, e di quella penitenziaria in particolare. Lo trovo semplicemente sbagliato ed offensivo”.