ONU: “Più vittime sulla strada che di AIDS

Roberto Imbastaro

“Non va sprecata l’occasione del lancio di iniziative dell’Onu per la sicurezza stradale. In Italia, come ci dicono le statistiche, dobbiamo registrare il mancato raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di dimezzare i morti sulle strade, seppure in presenza di un miglioramento sostanziale della situazione. Molto si è fatto, a partire dall’approvazione di un pacchetto di norme che hanno migliorato il Codice della strada, entrate in vigore da un anno incidendo sulla sicurezza. Si tratta di norme, però, che possono migliorare la loro efficacia se il Governo si decide a varare i decreti attuativi”. Lo afferma il dr. Luca Frongia presidente dell’Associazione nazionale Interforze, commentando il lancio del decennio di iniziative dell’Onu sulla sicurezza stradale.“Per la prima volta siamo riusciti a tenere in equilibrio la prevenzione, la formazione e la repressione dei comportamenti di guida scorretti. Ma le risorse sono insufficienti. Vanno dati più mezzi alle forze dell’ordine e risorse certe per aumentare il numero dei controlli – aggiunge Frongia – che nel nostro Paese sono appena un milione all’anno, contro i 5 della Francia e i 7 della Germania. Ma bisogna utilizzare al meglio anche quelle risorse già a disposizione se pensiamo che ogni italiano – sottolinea Frongia – spende 33 euro pro capite all’anno in contravvenzioni e multe. Risorse che vengono destinate spesso ad altri scopi invece di incidere sulle azioni di repressione e prevenzione affidate ai Comuni, alle forze dell’ordine e ai vigili urbani. La legge, infatti, impone che siano destinati i proventi delle multe alla manutenzione e messa in sicurezza delle strade. Ma anche per la formazione, quella vera e non affidata ai non sempre efficaci spot pubblicitari. Con l’adesione alla campagna Onu per la sicurezza stradale chi pianifica le risorse dello Stato deve capire che i soldi spesi per la sicurezza stradale – afferma il presidente Frongia – sono investimenti per il futuro, se pensiamo che il numero elevato di morti e feriti incide sul Pil per 1,5 punti. Gli obiettivi che verranno prefissati dal nuovo piano Onu per il prossimo decennio si possono conseguire solo attraverso un vero e proprio patto tra tutti gli attori che, di fronte ad una emergenza nazionale, devono fare la loro parte fino in fondo”.