Proseguono le indagini sul maxi furto al ministero dell’Istruzione

Paola Fusco

Potrebbe esserci un collegamento tra il furto telematico compiuto ai danni del ministero della Pubblica istruzione e l’omicidio di Giovanni Filianoti, l’agente generale dell’Ina Assitalia ucciso a Reggio Calabria la sera del primo febbraio scorso. A riferirlo è il quotidiano Calabria Ora, parlando di voci che circolano nella procura reggina. La magistratura intanto cerca di recuperare i 13 milioni e centomila euro stanziati per i cosiddetti “bonus alle famiglie”, depositati in un conto Banco posta impresa e finiti alla National bank of Egypt del Cairo; gli investigatori sono certi che le informazioni siano arrivate da una fonte interna, si cerca quindi di scoprire la talpa che avrebbe soffiato alla banda le indicazioni, ma anche di accertare se altri fondi siano stati occultati con lo stesso meccanismo. La denuncia del ministro Giuseppe Fioroni venne presentata il 16 gennaio scorso in seguito al riscontro dell’ammanco durante una verifica da parte dei funzionari. Il governo italiano ha bloccato la somma che potrà però essere restituita solo con una rogatoria internazionale che dimostri che quei soldi sono stati rubati. Il ministero contesta le procedure di sicurezza e chiede alle Poste di mettere a disposizione i 13 milioni di euro; così all’indagine penale si affianca un accertamento della Corte dei conti che dovrà stabilire gli eventuali addebiti a carico di Poste italiane. “Non c’è stata alcuna truffa telematica — assicura l’azienda — perché il trasferimento dei fondi è stato effettuato da qualcuno che ha presentato una falsa documentazione per dimostrare di essere autorizzato ad operare su quel contro corrente”.