Rovigo, alta tensione in carcere: detenuti africani minacciano e feriscono poliziotti penitenziari

Venerdì di violenza nel carcere di Rovigo, dove si è vissuta una situazione di alta tensione per le intolleranze e le intimidazioni di alcuni detenuti ai danni di personale di Polizia Penitenziaria. A dare la notizia è Giovanni Vona, segretario nazionale per il Triveneto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Oggi giornata di fuoco alla Casa Circondariale di Rovigo. Questa mattina durante la battitura, i due detenuti occupanti la cella hanno aggredito i due poliziotti penitenziari che stavano effettuando il controllo inferriate. I detenuti sono di origine nigeriana. Successivamente, altri detenuti, solidali ai primi, si sono barricati e hanno iniziato a lanciare bombolette di gas. Solo sul tardi pomeriggio, si è riusciti a riportate tutto alla calma. In ogni caso, la giornata si è conclusa con due colleghi feriti con 8 gg di prognosi il più grave e 4 il meno grave. I detenuti sono stati subito trasferiti. Il carcere di Rovigo da anni è senza direttore. Solo l’intervento tempestivo di altri colleghi ha scongiurato più gravi conseguenze. Questa è l’ennesima situazione ad alta tensione che si registra in un carcere del Triveneto e dovrebbe fare seriamente riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti contro poliziotti penitenziari”.
E’ senza appello la denuncia del SAPPE, per voce del Segretario Generale Donato Capece: “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, le telecamere ed i sistemi anti intrusione ed anti evasione spesso non funzionano, le aggressioni contro i poliziotti penitenziari – che non hanno alcuno strumento di difesa – sono all’ordine del giorno e questo è gravissimo. I vertici del Ministero della Giustizia devono assumere urgenti e concreti provvedimenti per fronteggiare questa grave emergenza”.