Traffico di cocaina a Gioia Tauro

Giovanni De Roma

Sono 13 i fermi eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria nei confronti di altrettanti soggetti indiziati per traffico internazionale di stupefacenti all’interno del porto calabrese di Gioia Tauro.

Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, coordinati dai magistrati dalla locale Procura della Repubblica, si tratta di un’associazione per delinquere direttamente gestita dal clan ‘ndranghetista dei Brandimarte, attivo sul territorio della Piana di Gioia Tauro, responsabile di aver importato dal Sud America ingenti partite di cocaina da destinare poi in tutta Europa.

L’indagine delle fiamme gialle e’ durata circa 3 anni ed ha consentito di denunciare 61 persone le quali, a vario titolo coinvolte nell’illecito traffico, nonché di sequestrare oltre 4 tonnellate di “coca” purissima che sul mercato clandestino avrebbero fruttato circa 800 milioni di euro.

L’inchiesta ha tra l’altro rilevato l’esistenza di una vera e propria “squadra”, perlopiù composta da dipendenti che lavorano all’interno dello stesso scalo marittimo, che aveva il compito di garantire l’uscita dei carichi di cocaina all’esterno dell’area portuale eludendo i serrati controlli di polizia.