Trieste: vibrante protesta degli Agenti di Polizia Penitenziaria del carcere, senza mensa di servizio per mancanza di piatti in plastica

redazione

Da ieri sera a cena, per mancanza di piatti in plastica (sic!), il personale di Polizia Penitenziaria non può fruire della Mensa Obbligatoria di Servizio prevista dalla legge e si deve accontentare di qualche panino in luogo del pasto caldo, motivo di vibranti e giustificate proteste da parte del personale interessato. A denuncialo – non nascondendo imbarazzo e incredulità – è il Segretario regionale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (S.A.P.Pe) per il Friuli Venezia Giulia Giovanni Altomare, che ha raccolto le lamentele per l’ennesima disfunzione del servizio mensa.
“Non è la prima volta, infatti, che questa organizzazione sindacale denuncia all’Amministrazione Penitenziaria le continue criticità di detto servizio nel carcere del capoluogo friulano, trovandosi di fronte a rimbalzi di responsabilità tra la ditta appaltatrice del servizio e l’Amministrazione stessa. Intanto, a pagare lo scotto è il personale di Polizia Penitenziaria sempre più bistrattato da un’Amministrazione che appare nemica. Solo nel trascorso anno, il S.A.P.Pe ha più volte evidenziato la cattiva gestione del servizio mensa in ordine al mancato rispetto dei menù stabiliti dal capitolato, della scarsità se non mancanza di alimenti per la preparazione dei pasti e persino la mancanza di un bancone termico sel service per la corretta conservazione dei cibi, come previsto dalle più elementari norme di ristorazione e sicurezza alimentare, senza considerare che alcune finestre all’interno del locale cucina sono senza vetri e incerottati con pannelli in teflon. È davvero una vergogna!!!”
“Per tali ragioni”, conclude Altomare, “il SAPPE interesserà in questi giorni nuovamente i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e, in particolare, chiederà l’intervento dell’Azienda Sanitaria ed ogni altro competente Organo di controllo, affinché venga accertata la sussistenza delle garanzie previste dalla legge in termini di igiene e salubrità sui luoghi di lavoro”.
Anche il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, sostiene la protesta dei poliziotti di Trieste e denuncia:“Le istituzioni si dovrebbero vergognare per come vengono trattati i poliziotti nel carcere giuliano. Il degrado del carcere di Trieste è vergognoso e il SAPPE, come primo e più rappresentativo Sindacato della Polizia Penitenziaria, rappresenterà ai vertici nazionali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria tutte queste criticità, sollecitando urgenti ed adeguati interventi”,