Una infrastruttura IT ibrida per fare fronte alla sfida della sicurezza in smart working

redazione

L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 ha cambiato per sempre il panorama del lavoro. Nella fase di lockdown lo smart working ha aiutato migliaia di aziende a continuare l’attività produttiva in un’ottica di “risposta all’emergenza”. In realtà questa soluzione ha permesso a tutti i soggetti coinvolti di sperimentare i benefici legati all’adozione di un modello di lavoro flessibile, che in Italia non aveva ancora attecchito come in altri paesi.

 

A fronte di questa nuova tendenza, è emersa parallelamente una difficoltà di molte aziende a dotarsi tempestivamente degli strumenti indispensabili per consentire il lavoro a distanza dei propri dipendenti. Un gap tecnologico già segnalato in precedenza dagli operatori IT, ma che è diventato evidente quando le imprese si sono trovate nella condizione di dover implementare rapidamente nuovi strumenti e servizi per adattarsi a questo modello. Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, al 29 aprile 2020 sono stati registrati 1.827.792 lavoratori attivi in modalità smart working. Di questi, ben 1.606.617 a seguito dell’emergenza epidemiologica[1].

 

Si tratta di un fenomeno impressionante, che ha avuto un’evoluzione esponenziale nell’arco di poche settimane ed è destinato ad aumentare, alla luce dell’ultimo decreto ministeriale del 13 ottobre, che sancisce il prolungamento del regime di smart working semplificato fino al 31 dicembre 2020[2].

 

Azienda: da luogo di lavoro a luogo d’incontro

 

La normativa vigente è estesa non solo alla Pubblica Amministrazione, ma a tutte le realtà private di piccole e grandi dimensioni. Il lavoro da remoto si riconferma dunque lo strumento più efficace per garantire la continuità del business.

 

In questo scenario evolutivo si inserisce Syneto, vendor europeo di infrastrutture IT iperconvergenti, che ha scelto di integrare il lavoro “agile” come normale modus operandi in azienda, mettendo in atto una ridefinizione della struttura organizzativa.

 

“In questi ultimi mesi abbiamo avuto modo di constatare che l’ufficio d’ora in avanti non sarà più il luogo di lavoro per antonomasia, ma si trasformerà sempre più in luogo d’incontro e confronto del team di lavoro”, afferma Vadim Comanescu, CEO di Syneto. “In questo contesto la fiducia reciproca e lavorare per obiettivi diventano due aspetti fondamentali.”

 

Fino ad oggi, le imprese erano ancorate alla rigida concezione che prevedeva la presenza fisica delle risorse in ufficio come unica strada per garantire produttività e risultati soddisfacenti. Un rapporto di Eurofound[3] del 2017 posizionava l’Italia in fondo alla classifica dei paesi UE per la diffusione dello smart working tra i lavoratori, con un misero 7% dei dipendenti a farne ricorso, rispetto al 12% della Germania, al 25% della Francia e al 26% del Regno Unito.

 

Prevenzione e protezione dei dati in primo piano

 

La messa a sistema della modalità di lavoro agile richiede però l’implementazione di fattori abilitanti, che consentano di gestire con efficacia, rapidità e sicurezza tutti i servizi necessari a garantire la produttività.

 

“Alla luce delle nuove esigenze, il nostro impegno è quello di mettere a disposizione delle aziende gli strumenti più efficaci per tutelare l’integrità dei dati e consentire l’abilitazione di servizi Cloud, indispensabili per un lavoro in modalità smart e home working. La pandemia ha accelerato il percorso di adozione di soluzioni Hybrid Cloud che, altrimenti, avrebbe richiesto ulteriori 3-4 anni per “evangelizzare” il mercato. La nostra fortuna è stata aver strategicamente iniziato questo percorso 2 anni fa, anche grazie alla partnership con il Politecnico di Milano.  Abbiamo deciso di proiettarci verso una nuova concezione dei sistemi IT, non solo nell’ottica presente, ma anche e soprattutto in chiave dei futuri adeguamenti alle necessità del business dei nostri clienti, che resta il motivo essenziale di tutto ciò che facciamo”, conclude Comanescu.

 

Uno dei temi più rilevanti è infatti quello della protezione dei dati aziendali che, in un ecosistema “diffuso” come quello per abilitare la modalità di smart working, richiede strumenti specifici e tecnologie di nuova generazione. Il vendor europeo negli anni ha saputo diventare uno dei principali protagonisti in questo ambito, attraverso servizi di Data Protection innovativi, come le note soluzioni avanzate per il ripristino in soli 15 minuti. Recentemente l’offerta si è ampliata con la nuova divisione Cyber Security, ideata per consentire alle imprese di avere un approccio proattivo nei confronti della sicurezza informatica. Oggi, infatti, con l’ampliamento del perimetro aziendale è più che mai fondamentale avere una visione completa dell’infrastruttura IT, per essere in grado di prevenire in modo efficace eventuali attacchi informatici.