2020: un anno cruciale per il retail omnichannel

redazione

Lo scorso anno praticamente da un giorno all’altro abbiamo assistito a una grande trasformazione a livello digitale nel retail: oltre al cambiamento delle abitudini di spesa delle persone, è repentinamente mutato anche il modo in cui i retailer stessi si dedicano e offrono servizi ai propri clienti. Il 2020 ha visto i retailer scalare rapidamente le proprie transazioni digitali, aumentare le capacità di consegna, entrare in nuovi mercati e in alcuni casi introdurre opportunità completamente nuove dell’e-commerce. Questi mutamenti, insieme al nuovo comportamento dei consumatori, lasceranno un segno profondo nel settore.

L’unione di negozio fisico e shopping digitale, la cosiddetta offerta omnichannel, stava già procedendo a ritmi spediti ma la pandemia ha contribuito a darne un ulteriore impulso, aumentando sensibilmente le vendite dell’e-commerce. Secondo un rapporto di McKinsey, le vendite online sono aumentate del 14% CAGR negli ultimi quattro anni. Con l’avvento dell’emergenza sanitaria, gli acquisti online sono cresciuti del 25% nell’arco di sole due settimane nel mese di marzo[1]

Con il canale online che si prevede crescerà altrettanto rapidamente anche nel 2021, i retailer sono sempre più sotto pressione affinché aumentino la propria offerta omnichannel. Di conseguenza, poiché i retailer cercano di garantire l’evasione degli ordini in modo sempre più efficace e veloce, i punti vendita fisici si stanno trasformando rapidamente in piccoli centri di approvvigionamento degli stock. Un’altra tendenza che ha avuto un importante crescita nel corso del 2020 è stata il fenomeno del “compra online e ritira in negozio” (Buy Online Pay In Store): in questa maniera i retailer hanno infatti cercato nuovi modi per preservare la sicurezza e la fedeltà dei propri clienti, permettendo loro di ritirare gli ordini sul posto.

Ad esempio la catena inglese di articoli sportivi Dick’s, che ha lanciato il ritiro in negozio fin dall’inizio della pandemia, ha affermato che il 75% dei suoi ordini online nel secondo trimestre sono stati evasi dagli store[2]: o spediti al cliente direttamente dal negozio più vicino o ritirati sul posto. Anche dopo la fine del primo lockdown quando gli store hanno cominciato a riaprire, questa formula del ritiro nel punto vendita ha continuato a crescere. “Ci aspettavamo sin dall’inizio che avremmo visto un grande calo al momento in cui gli store avrebbero riaperto ma non è stato questo il caso,” osserva Lauren Hobart, presidente di Dick’s a proposito dei guadagni del secondo trimestre dell’azienda.[3] Anche Doug McMillion, CEO di Walmart, la più grande catena al mondo nel canale della GDO, ha espresso una simile opinione a proposito dei profitti del terzo trimestre: “Il nostro e-commerce e la penetrazione dell’omnichannel continuano ad aumentare, anticipando le tendenze di due o tre anni in alcuni casi. Siamo convinti che la maggior parte di tali cambiamenti persisterà anche dopo la pandemia”.[4]

Con un mutamento a un ritmo così rapido, i retailer che già dispongono di un servizio omnichannel ben organizzato, come le formule BOPIS e ship-from-store, non solo stanno resistendo alla crisi, ma vedono un incremento nella spesa dei clienti. “I nostri clienti omnichannel spendono sei volte di più dei nostri clienti digital-only e quattro volte di più dei nostri clienti store-only,” rivela Michelle Gass, CEO di Kohl’s, catena statunitense di negozi al dettaglio.[5]

Le sfide dell’omnichannel

Dal momento che i retailer si concentrano sul potenziamento della propria offerta legata all’e-commerce, l’importanza di avere inventari accurati è fondamentale. Infatti, una scarsa accuratezza dell’inventario può comportare una perdita di fatturato causata dall’annullamento di ordini oppure di esperienze negative riscontrate dai clienti. Inoltre se l’analisi delle giacenze non è effettuata con cura, spesso i retailer possono essere costretti a mantenere scorte extra solo per evitare la cancellazione degli ordini, e ciò comporta anche una perdita ingente di ricavi quando lo stock in esubero deve essere abbassato di prezzo. 

La rivoluzione RFID

Già da molti anni i retailer hanno iniziato a implementare le soluzioni RFID affrontando le sfide dell’omnichannel con grande successo: l’impegno di queste tecnologie consente di ottenere una precisione dell’inventario di gran lunga superiore a prima ed evitare costosi scenari di out of stockMatt Fried, CFO di Nike, in una recente dichiarazione ha affermato: “L’RFID è un fattore chiave che ci permette di creare un mercato completamente connesso per i prodotti Nike sia nei nostri store sia con i nostri partner strategici”.[6]

Utilizzando l’RFID, i retailer possono sapere esattamente quanta merce è rimasta in ogni negozio e quanta è presente nei centri di distribuzione in attesa di evadere gli ordini online. Di conseguenza, possono creare un business estremamente flessibile, rendendo le decisioni di riordino rapide e basate su informazioni in tempo reale. In più i retailer sono in grado di rispondere ai cambiamenti della domanda dei consumatori in modo estremamente veloce ridistribuendo la merce in base ai dati di vendita.

Adottare una strategia omnichannel

Nel corso del 2020, quando già molti retailer iniziavano ad adottare una strategia omnichannel, l’introduzione delle misure di distanziamento sociale ha portato a un forte aumento delle vendite e-commerce, spingendo verso una trasformazione digitale ancora più accelerata. Quelle aziende che non incrementeranno e rafforzeranno la propria offerta omnichannel nella fase di ripresa dopo la crisi, subiranno conseguentemente un calo sul lungo termine. Una supply chain flessibile, guidata dall’RFID, è la chiave; infatti, con questa tecnologia la precisione dell’inventario può essere incrementata dal 65-75% al 93-99%[7], offrendo un sistema più efficiente e conveniente per fornire servizi click and collect e online attraverso l’analisi delle giacenze sia negli store sia nei centri di distribuzione.

Come Checkpoint Systems offriamo soluzioni RFID, che, grazie ai dati acquisti, consentono ai retailer di offrire con fiducia ai clienti diverse opzioni per l’evasione degli ordini, compresi orari specifici per il ritiro in negozio o la consegna in giornata. Le soluzioni RFID di Checkpoint permettono ai clienti di sfruttare i dati e di evadere con sicurezza gli ordini ai clienti da qualsiasi canale di acquisto essi scelgano.

L’RFID si è infatti ormai affermata come la tecnologia che permette, ad esempio, ai retailer dell’abbigliamento di fornire rapidamente la visibilità dell’inventario e di promuovere un’efficace riorganizzazione dell’intera supply chain, insieme a dati tempestivi e accurati per aiutare a ottimizzare i processi di ritiro degli ordini in-store. Per i dipendenti dei negozi che evadono gli ordini dei clienti è fondamentale poter trovare, prelevare e preparare gli ordini con precisione ed efficienza, riducendo così i costi operativi e garantendo al contempo gli obiettivi di efficienza del servizio.

Checkpoint Systems fornisce soluzioni per il settore retail da oltre 50 anni. Conosciamo le caratteristiche del mercato del retail e abbiamo implementato le nostre soluzioni RFID nei centri di distribuzione e negli store di tutto il mondo. La nostra esperienza e le nostre soluzioni rendono il tutto più semplice.  Abbiamo consentito a molti retailer di raggiungere una grande accuratezza dell’inventario e di realizzare una rapida ed efficiente implementazione dell’omnichannel. Avere il partner giusto in tutti gli ambiti dell’implementazione della tecnologia RFID assicura il successo e Checkpoint è l’unica azienda del settore che si occupa di tutto, dalla produzione allo store.