A Padova sgominata banda del bancomat

Elena Scambelluri

Nel configurare il reato associativo, il Gip del Tribunale di Padova, Mariella Fino, ha ritenuto determinante anche il fatto che i criminali si fossero creati una vera e propria "base logistica" segreta, che utilizzassero sempre gli stessi strumenti e gli stessi mezzi, tanto da far emergere gli elementi sintomatici della "stabilità e permanenza del vincolo associativo", funzionale alla commissione di una serie indeterminata di delitti. I colpi non erano mai improvvisati: la parte tecnica e le modalità esecutive erano pianificate per non lasciare nulla al caso. Abbandonati i telefoni cellulari facilmente rintracciabili e intercettabili, la banda, per comunicare durante gli assalti, si serviva di scanner variando spesso la frequenza. Le auto venivano cambiate con ripetitività (l’ indagine ha documentato l’ impiego di tre modelli di auto rubate diverse), tuttavia ad un certo punto è emersa una certa predilezione del "pilota" per una Audi A6 rubata molto performante che, invece di essere sostituita, da blu è stata verniciata in grigio e, successivamente, in nero apponendo di volta in volta targhe diverse, sottratte la notte stessa del delitto.