Agli arresti domiciliari continuava a spacciare da casa

Eugenia Scambelluri

Le indagini, avviate nell’agosto 2013, hanno consentito di accertare che l’uomo e la sua convivente avevano messo in atto un sistema ben organizzato di cessione di stupefacenti, che avveniva direttamente dall’abitazione, nella quale l’uomo era già sottoposto al regime degli arresti domiciliari, sempre per reati inerenti gli stupefacenti.

L’operazione è stata possibile grazie all’istallazione da parte degli uomini della Polizia di Stato  di una  videocamera che riprendeva la facciata del palazzo dove abita la coppia.

Dalle riprese è emerso che i due, con un sistema semplice ma che consentiva loro di non esporsi personalmente, calavano dal balcone dell’abitazione un cestello nel quale l’acquirente inseriva il denaro contante e, con lo stesso metodo, calavano poi lo stupefacente, che era ovviamente custodito nell’abitazione o sue pertinenze.