Al Porto di Genova le banane sanno di "coca"

Leonardo Ricci

L’avevano occultata sotto un carico di banane e saldata all’interno del vano laterale di un container ma, alla fine, i finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coadiuvati dal personale del Servizio Vigilanza Antidroga della Dogana, sono comunque riusciti a sequestrare 238 kg. di cocaina purissima che poi erano il vero oggetto del trasposto.

E’ questo l’ultimo importante sequestro che le fiamme gialle capitoline hanno messo a segno nel porto di Genova dopo una lunga serie d’incroci documentali, effettuati anche grazie all’ausilio delle banche-dati in uso al Corpo.

Ad insospettire i finanzieri, nel caso specifico, è stata l’indicazione di un esportatore dominicano che, però, non aveva mai operato nello scalo portuale genovese e che aveva indirizzato, in maniera alquanto generica, la partita di frutta presso una ditta della provincia di Ascoli Piceno, peraltro senza alcuna indicazione sull’importatore.

Segnalata l’anomalia, è stata così interessata la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che ha coordinato le operazioni di individuazione e controllo del container sospetto.

Una volta aperto nello stesso container conteneva effettivamente banane, anche se alcune vistose saldature laterali suggerivano i finanzieri di aprirne per bene, oltre ai portelloni, anche le paratie interne.

Richiesto l’intervento degli specialisti dei Vigili del Fuoco si sono rivelate proprio le paratie il posto scelto dai trafficanti per occultare i ben 241 panetti di cocaina, presumibilmente destinati al mercato illegale del centro Italia e dal quale i trafficanti avrebbero potuto guadagnare circa 60 milioni di euro.

Le indagini si stanno ora indirizzando verso la ricerca dei reali destinatari del carico e i loro eventuali fiancheggiatori.