Alert sicurezza sul lavoro: la formazione linguistica dei lavoratori è un asset fondamentale per supportarla

redazione

Investire nella sicurezza sul lavoro è un dovere fondamentale per ogni azienda, regolato legislativamente in Italia dal decreto D.Lgs. 81/2008 che elenca le norme generali di tutela di sicurezza aziendale e identifica i rischi specifici settoriali delle diverse aziende. È importante però agire non solo per essere conformi alle normative vigenti, ma anche perché il rischio è quello di incorrere in gravi conseguenze e in costi qualora non si investa su un aspetto così basilare. I costi globali della “non sicurezza” ammontano, infatti, mediamente al 3,5% del PIL Italiano secondo gli studi di INAIL e del Progetto CO&SI (Costi & Sicurezza). Considerare la sicurezza dei propri dipendenti come una priorità di business contribuisce inoltre a promuovere un ambiente di lavoro sereno, stimolante e coinvolgente. 

Le barriere linguistiche sono uno dei fattori principali che rischia di compromettere la sicurezza dei lavoratori. La forza lavoro odierna si contraddistingue infatti per l’elevata diversificazione dal punto di vista linguistico; nel 2020 il mercato del lavoro europeo ha impiegato 8,6 milioni di cittadini extracomunitari e in Italia il 43% dei dipendenti immigrati lavora nel settore industriale e il 13% in quello agricolo1, settori in cui è dunque necessario investire in una formazione adeguata nelle competenze linguistiche per prevenire incidenti, oltre che per trasmettere un senso di inclusione e appartenenza.

Per facilitare il superamento degli ostacoli di comunicazione sul lavoro tra dipendenti di origini linguistiche differenti, Babbel for Business, la piattaforma di Babbel che offre corsi di lingua per le aziende, ha indagato quali sono gli errori da evitare e quali sono le strategie migliori per implementare corsi in lingua straniera per i manager e i dipendenti.

I fattori di rischio da tenere in considerazione in un ambiente lavorativo multilingue

Ci sono degli errori che potrebbero compromettere lo scambio corretto di informazioni e rappresentare una minaccia per la sicurezza fisica o psicologica dei dipendenti.

  • Un formato univoco di formazione: è importante tenere in considerazione che ciascun lavoratore straniero ha una propria cultura e una propria percezione del rischio2, così come un proprio metodo di apprendimento. L’impostazione dei corsi di sicurezza non deve dunque essere standardizzata e deve rispondere alle diverse esigenze dei dipendenti per instaurare un clima di fiducia (es. videolezioni, libri fisici, podcast).
  • Eccessivo carico di informazioni: accumulare tante nozioni in un determinato momento potrebbe essere causa di disagio e di difficoltà nell’apprendimento per i lavoratori non madrelingua. Potrebbe inoltre essere causa di malintesi e confusioni, oltre che complicare l’assimilazione delle informazioni più critiche. Per facilitare l’apprendimento in materia di sicurezza, è importante quindi che i corsi siano flessibili e personalizzati in base alle esigenze dei propri dipendenti.
  • Mancato aggiornamento delle procedure:l’assenza di materiali costantemente aggiornati sui rischi lavorativi e sulla loro gestione può essere causa di incidenti. Le aziende che non hanno predisposto procedure di sicurezza aggiornate e mirate espongono i propri dipendenti a possibili rischi o a “near miss”, ovvero qualsiasi tipologia di evento sul posto di lavoro che avrebbe potuto causare un infortunio ma, solo per casualità, non lo ha prodotto.
  • Comunicazione unidirezionale: è fondamentale considerare le preoccupazioni e le priorità dei diversi dipendenti. I luoghi di lavoro con una comunicazione aperta, un costante scambio di feedback e frequenti interazioni tra subordinati e supervisori può portare al raggiungimento di risultati più soddisfacenti in termini di benessere fisico e psicologico.

Le strategie per abbattere le barriere linguistiche

Per prevenire questi errori è importante introdurre corsi di formazione dei dipendenti in lingua straniera e promuovere un ambiente inclusivo in termini di sicurezza e di comprensione reciproca.

  • Identificare le lingue conosciute dalla propria forza lavoro: la prima strategia per approfondire le necessità dei propri dipendenti è la raccolta di dati relativi alle conoscenze linguistiche, indagando quali sono le lingue conosciute dai propri dipendenti e quelle parlate dai propri clienti o dagli altri stakeholder di riferimento. Si possono ottenere queste informazioni, per esempio, somministrando sondaggi sulle competenze linguistiche, oppure aggiornando le preferenze e capacità linguistiche dei dipendenti con programmi di archiviazione HR. In questo modo, i manager hanno le indicazioni necessarie per valutare l’implementazione di corsi di formazione sulla sicurezza in lingua straniera.
  • Investire nell’upskilling del proprio team: con il termine upskilling si intende la capacità di migliorare e sviluppare le competenze del dipendente per permettergli di fare un “upgrade” di conoscenze lavorative. Integrare un programma di apprendimento linguistico aziendale per includere vocaboli e frasi importanti per la comunicazione e per la sicurezza sul posto di lavoro, consente ai dipendenti di restare aggiornati e acquisire una maggiore competenza nelle lingue parlate nel proprio ambiente lavorativo, migliorando inoltre il lavoro di squadra e la comprensione dei task per evitare incidenti.
  • Creare materiali formativi multilingue: un’ulteriore strategia per abbattere le barriere linguistiche ed aumentare la sicurezza in azienda è la traduzione dei materiali formativi in modo chiaro e pertinente in più lingue. I tecnicismi propri di ciascuna professione devono infatti essere conosciuti bene nelle realtà multilingue. Inoltre, accompagnare i materiali formativi con un’adeguata segnaletica visualizzabile in più lingue, o universalmente valida, può migliorare ulteriormente la comprensione sulle questioni di sicurezza.
  • Considerare i cambiamenti culturali e demografici dei propri dipendenti: le aziende sono destinate a cambiare, a diversificarsi e a volte a internazionalizzarsi. Quando si decide di investire in corsi di sicurezza in lingua bisogna dunque tenere a mente che è meglio rivolgersi a programmi flessibili a seconda delle esigenze culturali e dell’età della propria forza lavoro, in un’ottica di personalizzazione per i propri dipendenti e di apertura al cambiamento per l’azienda.

“La formazione continua dei dipendenti contribuisce a creare un ambiente lavorativo positivo e permette di sviluppare strategie di crescita e uno sviluppo di valore. Babbel for Business offre un programma flessibile e completo per la formazione multilingue, contribuendo alla realizzazione di un contesto aziendale più cooperativo, nel quale i lavoratori hanno la possibilità di accedere alle conoscenze necessarie per lavorare in sicurezza, indipendentemente dalla propria lingua madre, così come di essere partecipi di una cultura di rispetto e comprensione reciproca” dichiara Roberta Riva, Senior Manager di Babbel for Business.