Altro che capra Hircus! Dalla Cina arriva il "cachemire di topo"

Giovanni De Roma

Sembrava un buon affare ma i capi di abbigliamento venduti a pochi euro e riportanti etichette come “Cachemire”, “Seta”, Lana Merinos” o “Pashmina” di pregiato avevano solo il nome. Infatti erano stati realizzati con misto acrilico, viscosa e poliestere, ed in alcuni casi anche peli di topo e di altri animali come dimostrato dalle analisi tecniche.

La frode è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Livorno i quali, nel corso di più operazioni condotte con la collaborazione dei colleghi del Comando Provinciale di Roma, hanno sottoposto a sequestro oltre 160.000 articoli.

Le indagini sui “finti-cachemire” erano partite circa un anno fa dopo un controllo eseguito presso un esercizio commerciale gestito da cittadini cinesi. Nell’occasione i finanzieri si erano resi conto che i capi di maglieria posti in vendita nel negozio – ancorché “marcati” con tessuti dai nomi pregiati – avevano un prezzo di vendita nettamente inferiore a qualsiasi logica di mercato.

Le indagini hanno permesso di risalire al fornitore di quei capi, un’importante grossista di Sesto Fiorentino (FI), peraltro distributore per tutta l’Italia centrale di prodotti tessili importati dalla Cina e di denunciare all’Autorità Giudiziaria 14 persone.