Arance sopra, sigarette sotto, ma la Finanza non ci casca

Gian Luca Berruti

Dopo aver visto negli anni scorsi l’esecuzione di decine di maxi-sequestri di sigarette di contrabbando, il porto di Ancona torna al centro delle cronache con un nuovo sequestro di “bionde” – per circa 7 tonnellate – messo a segno dai finanzieri del locale Comando Provinciale.

Le sigarette erano state nascoste su un autocarro, composto da una motrice con targa tedesca e un rimorchio-frigo con targa portoghese, sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia.

Il carico di copertura predisposto dai contrabbandieri per passare indenni ai controlli doganali era costituito da circa 7.000 kg. di arance, ma l’espediente non è stato comunque in grado di sfuggire all’accurata analisi dei flussi commerciali in transito e, tantomeno, all’intuito investigativo dei finanzieri in servizio nel porto dorico.

I 7.000 kg. di tabacchi lavorati esteri rinvenuti a bordo del pesante automezzo, contrassegnati dalla marca “Raquel e Gold”, sono stati immediatamente sottoposti a sequestro mentre l’ingente carico di agrumi è stato devoluto a organizzazioni umanitarie.

Il conducente dell’autotreno, di origini ucraine ma con nazionalità portoghese, è stato tratto in arresto e associato alla casa circondariale di Montacuto.

La merce di contrabbando, secondo i documenti rinvenuti dagli uomini della Guardia di Finanza, era diretta in Belgio anche se gli inquirenti non ne escludono una diversa destinazione.