Artrosi al ginocchio: le strategie di conservazione articolare per ritardare la protesi

L’artrosi del ginocchio rappresenta una delle principali cause di dolore cronico e disabilità nella popolazione adulta e anziana. In Italia, secondo i dati della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), vengono eseguiti ogni anno oltre 85.000 interventi di protesi di ginocchio, un numero destinato a crescere a causa dell’invecchiamento demografico, dell’aumento dell’aspettativa di vita e della richiesta di mantenere una buona mobilità anche in età avanzata.

Tuttavia, prima di ricorrere alla chirurgia protesica, la ricerca ortopedica odierna punta sempre più su percorsi di joint preservation (conservazione articolare), mirati a intervenire nelle fasi iniziali e intermedie per proteggere la cartilagine residua e rallentare la progressione del danno.

Dalle infiltrazioni alla medicina rigenerativa

Il panorama terapeutico conservativo offre diverse opzioni graduate in base allo stadio della patologia:

  • Acido ialuronico: Rappresenta una delle soluzioni più consolidate per l’artrosi lieve o moderata, agendo come lubrificante naturale per favorire lo scorrimento articolare, attenuare il dolore e migliorare la mobilità.
  • Terapie biologiche con PRP (Plasma Ricco di Piastrine): La procedura prevede il prelievo di sangue dal paziente, la centrifugazione e l’infiltrazione della frazione plasmatica arricchita, ricca di fattori di riparazione tissutale. Secondo i documenti di consenso internazionali ORBIT di ESSKA, il PRP costituisce una valida opzione per l’artrosi lieve-moderata previa attenta selezione del paziente.
  • Terapie cellulari da tessuto adiposo: L’impiego di cellule stromali mesenchimali adipose (AD-MSCs) è al centro di studi di standardizzazione e offre benefici mirati in casi selezionati, pur non costituendo un trattamento di prima linea.
                     Il Percorso della Conservazione Articolare
                     
  DIAGNOSI PRECOCE     ───> Valutazione specialistica dello stadio degenerativo
                                        │
                                        ▼
  TERAPIE CONSERVATIVE ───> Infiltrazioni di acido ialuronico e biologiche (PRP / AD-MSCs)
                                        │
                                        ▼
  INNOVAZIONI BIOTECH  ───> Innesti cartilaginei sintetici stampati in 3D per difetti focali

La frontiera della stampa 3D per le lesioni focali

Un ambito di forte sviluppo riguarda il trattamento dei difetti cartilaginei focali in pazienti giovani o attivi, considerati pre-replacement e non ancora idonei alla protesi. In questo scenario si inseriscono gli innesti cartilaginei sintetici realizzati tramite stampa 3D: strutture biocompatibili pensate per essere impiantate direttamente nel difetto, offrendo un supporto meccanico immediato e un’impalcatura per guidare la rigenerazione tissutale locale.

Questa tecnologia sarà presentata al congresso annuale dell’American Orthopaedic Society for Sports Medicine (AOSSM) a Seattle, in programma dall’8 all’11 luglio 2026, con la partecipazione del Prof. Pietro Simone Randelli in rappresentanza della SIOT. Pur non essendo ancora disponibile per l’uso clinico in Europa, la tecnologia traccia la strada per interventi sempre più personalizzati.

La voce dello specialista

“Il paziente con artrosi non deve pensare che l’unica prospettiva sia necessariamente la protesi. Nelle fasi iniziali e intermedie esistono diverse strategie per controllare il dolore, migliorare la funzione e rallentare l’evoluzione della malattia. L’obiettivo delle nuove strategie biologiche non è sostituire la chirurgia protesica, ma preservare il più a lungo possibile l’articolazione naturale quando esistono ancora margini terapeutici.” — Prof. Pietro Simone Randelli, Presidente SIOT e Professore di Ortopedia e Traumatologia presso l’Università degli Studi di Milano.

I consigli pratici della SIOT

Per gestire e prevenire l’aggravamento dell’artrosi al ginocchio, la società scientifica raccomanda:

  • Non sottovalutare i segnali d’allarme: Prestare attenzione a rigidità mattutina, dolore continuativo, gonfiori ricorrenti o difficoltà nell’affrontare le scale.
  • Gestire il peso corporeo: Ogni chilo corporeo in meno riduce di ben quattro chili il carico meccanico gravante sull’articolazione del ginocchio.
  • Svolgere attività fisica a basso impatto: Privilegiare camminata, cyclette, nuoto ed esercizi di rinforzo muscolare che non sovraccarichino le articolazioni.
  • Consultare precocemente lo specialista: Una diagnosi tempestiva consente di pianificare un trattamento mirato ed evitare percorsi terapeutici inappropriati.