Avvenia: 5 strategie per battere la crisi

redazione
Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, mette in rilievo le strategie che emergono delle esperienze incontrate nel corso della sua attività di consulenza per l’efficientamento energetico delle aziende. Emerge così un pentalogo per vincere la crisi.

1. Optare per la White Economy per aumentare i profitti.
Oltre mezzo milione di aziende italiane hanno già puntato su progetti di efficientamento energetico. Secondo Avvenia questa è una scelta vincente anche in termini di export perché il 70% delle aziende che hanno investito sulla White Economy esportano oggi stabilmente, contro il 23% delle aziende che non hanno particolari attenzioni per l’efficientamento energetico e per l’ambiente. 

2. Sfruttare le potenzialità del made in Italy.
Il design e le tecniche italiani di alta qualità sono ancora oggi molto richiesti in tutto il mondo. «Privilegiando il made in Italy ci si può fare spazio oltre frontiera con una maggiore facilità» commentano gli esperti di Avvenia.

3. Puntare sui mercati internazionali.
Riuscire a competere nel mercato globale per sfruttare al massimo il potenziale che ha il prodotto italiano nel mondo è oggi una priorità. Ma per vincere le sfide del mercato globale non basta più giocare sul buon nome del made in Italy: vince chi impara a"vendersi" meglio.

4. Privilegiare sempre la qualità.
L’attenzione alla qualità dei prodotti deve garantire l’eccellenza in termini di efficienza della produzione, di servizio al cliente e anche di unicità, perché secondo Avvenia in molti casi il successo di un prodotto si ha proprio quando questo non è seriale.

5. Dedicare attenzione e risorse all’innovazione.
Secondo quanto osserva Avvenia, le aziende che sono riuscite a battere la crisi sono quelle che hanno fatto dell’innovazione un elemento decisivo a cui dedicare attenzione e risorse.

Al primo posto nel pentalogo di Avvenia dunque la White Economy, ma non solo in termini di export. Dietro gli investimenti in efficientamento energetico ed il conseguente taglio delle emissioni di gas climalteranti, vi sono importanti risparmi economici: da quello sui combustibili fossili a quello sulle spese sanitarie, poiché la riduzione dell’inquinamento legata al taglio delle emissioni porta anche a ridurre sensibilmente il costo della salute.

E se gli obiettivi varati dall’Unione Europea nel Pacchetto Clima-Energia 20-20-20venissero innalzati di 10 punti percentuale, i risultati sarebbero esponenzialmente migliori. Secondo le analisi di Avvenia l’innalzamento dell’obiettivo comunitario delle emissioni al 2020 dall’attuale -20% ad un possibile -30% consentirebbe infatti di risparmiare oltre 30 miliardi di euro l’anno in fonti fossili contro un risparmio di 10 miliardi l’anno previsto con l’attuale obiettivo del -20%.

Ma anche le spese sanitarie ne beneficerebbero. La riduzione dell’inquinamento legata al taglio delle emissioni del 30% porterebbe a ridurre queste spese di 7,6 miliardi l’anno, dai 3,3 miliardi previsti con l’attuale obiettivo.

«Il risparmio energetico non implica solo ridurre i costi e quindi una maggiore competitività delle imprese, ma anche rilanciare l’intera economia in un periodo in cui si rende necessario riaffermare la credibilità di un intero sistema produttivo che ormai da anni punta sulla sostenibilità ambientale come modello di business» puntualizza l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia.

Promuovere l’efficienza energetica diventa così una grande misura di rilancio delle più rilevanti competenze industriali per le quali il nostro Paese è leader mondiale e secondo le stime di Avvenia (www.avvenia.com) ciascun investimento in efficientamento energetico è in grado di generare un indotto pari almeno al triplo dell’investimento stesso.