Bancarotta fraudolenta per MyAir

Stefano Serafini

All’alba di oggi circa 100 finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza, con la collaborazione di militari di altri Reparti del Corpo, hanno dato esecuzione a 10 provvedimenti di carattere personale, nonché a numerose perquisizioni in tutta Italia, a conclusione delle indagini legate al fallimento della compagnia aerea MYAIR con sede a Torri di Quartesolo (VI).

Sono 35 gli indagati per un dissesto finanziario quantificato in oltre 215 milioni di euro, unito a falsi in bilancio accertati per altri 700 milioni di euro. Nel corso della medesima indagine, le Fiamme Gialle vicentine hanno anche accertato l’illecita percezione di contributi pubblici per 48 milioni di euro, 18 dei quali già indebitamente erogati.

L’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dai giudici del Tribunale di Vicenza, era stata avviata un anno fa in concomitanza con il fallimento della compagnia aerea low cost MYAIR.COM S.p.a. il cui fondatore e amministratore, unitamente al suo consigliere, sono stati tratti in arresto, mentre altri provvedimenti di interdizione hanno raggiunto vari esponenti di una società collegata, tra i quali figurano un revisore dei conti e due commercialisti, tutti accusati di gravi violazioni alla normativa fallimentare e societaria. Oltre che nella provincia vicentina, in quelle di Roma, Milano, Brescia, Venezia, Vicenza, Treviso, Belluno, Chieti e Cagliari i finanzieri stanno eseguendo altre perquisizioni locali e domiciliari e sequestrando di beni immobili, disponibilità finanziarie e quote societarie, per un valore stimato in oltre a 18 milioni di euro.
I reati contestati in capo ai responsabili sono la bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e preferenziale, la bancarotta semplice in relazione al ritardo nella presentazione della dichiarazione di fallimento, il ricorso abusivo al credito, le false comunicazioni sociali attraverso cui è stato nascosto il considerevole dissesto, con la probabile aggravante determinata dalla rilevante entità dell’insolvenza e alla molteplicità delle condotte fraudolente realizzate. Da rilevare, tra le varie condotte delittuose perpetrate dai responsabili del crack, le pesanti violazioni alla normativa tributaria verificatesi a causa di omessi versamenti di imposte dirette ed indirette pari a 20 milioni di euro.

Nel corso delle indagini è stato anche accertato che la società MYAIR, per far fronte al proprio stato d’insolvenza, ormai irreversibile, ha fraudolentemente alterato la propria situazione patrimoniale per poter così partecipare a gare pubbliche per l’assegnazione di contributi pubblici a carico del bilancio statale, con la contestuale contestazione del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.
Attraverso lo stesso stratagemma, infatti, la compagnia aerea è riuscita ad aggiudicarsi 48 milioni di euro, 18 dei quali già erogati dalla Regione Puglia per l’attivazione di nuove rotte presso gli scali di Bari e Brindisi.

Il dissesto della MYAIR e delle altre società collegate ammonta a 215 milioni di euro ed ha causato la perdita di circa 600 posti di lavoro tra l’Italia e la Spagna. I creditori maggiormente danneggiati dal crack finanziario della compagnia, oltre allo Stato, sono i fornitori della stessa, i propri dipendenti e gli oltre 100.000 viaggiatori che dal luglio 2009, periodo in cui fu revocata la licenza d’esercizio alla MYAIR, si sono ritrovati con circa 160.000 biglietti non più utilizzabili e mai rimborsati.