Bologna, Polizia di Stato: arrestato il latitante Giovanni Costa

Redazione

La Polizia di Stato di Bologna dopo un indagine avviata nel marzo 2013  in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato (SCO), e con il personale della Divisione Interpol,  del Settore Polizia di Frontiera e di personale della sezione catturandi della Squadra Mobile ha proceduto all’arresto, in esecuzione di un ordine di carcerazione, del pregiudicato COSTA Giovanni, nato a Villabate (PA).Era ricercato poiché aveva da espiare la pena di anni 12 per reato continuativo.COSTA Giovanni, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Bologna, per la durata di anni 5, risulta ex titolare ed amministratore unico del cantiere navale “Mochi Craft” di Pesaro e della controllata “Poliver s.r.l.” di Fano. Lo stesso possedeva società immobiliari, assicurative e di costruzioni e, attraverso altre società immobiliari, era titolare di diversi appartamenti nel villaggio turistico “Porto Rosa” di Furnari (ME), nell’isola di Vulcano e a Villabate (PA). Il COSTA, unitamente alla ex moglie PANDOLFO Giuseppa, avrebbe “ripulito” i proventi di attività di affiliati a “Cosa Nostra” mediante una truffa finanziaria, organizzata in Sicilia da SUCATO Giovanni (quest’ultimo trovato carbonizzato dentro la sua auto, nell’anno 1995). La Procura della Repubblica di Palermo, nell’anno 2001, a seguito delle rivelazioni di alcuni pentiti, lo accusava di avere “riciclato” denaro (stimato in circa 900 miliardi di vecchie lire) di provenienza mafiosa ritenendolo interno alla cosca riconducibile alla famiglia mafiosa di “Portanuova”, facente capo a AGLIERI Pietro, per il tramite dei capi famiglia MONTALTO Salvatore e Vincenzo di Villabate (PA). COSTA Giovanni, nel 2004, veniva poi sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno in Bologna per anni 5, con contestuale sequestro di tutti i beni, da parte del Tribunale di Bologna. L’attività tesa alla cattura del latitante iniziava nel marzo di quest’anno con l’attivazione di intercettazioni telefoniche delle utenze in uso ai familiari del Costa che consentivano di localizzarlo nella Repubblica di Santo Domingo. Il prosieguo delle attività tecniche, implementate con il ricorso anche alle intercettazioni telematiche ed il monitoraggio delle carte di pagamento, consentivano di localizzare il catturando in località La Romana, ove venivano effettuati la maggior parte dei prelievi.