Bomba davanti casa pensionata Cabras

Roberto Imbastaro

Era di fabbricazione artigianale ma poteva uccidere l’ ordigno esploso ieri notte a Solanas (frazione del Comune di Cabras) davanti all’ abitazione di Maria Ignazia Obinu, una vedova di 72 anni, che ha tre figli ma vive da sola in via Giovanni da Verrazzano. I proiettili di metallo e di marmo scagliati dall’ esplosione avrebbero potuto uccidere la stessa Obinu, che in quel momento stava pero’ sparecchiando la tavola e si trovava quindi a distanza di sicurezza dalla porta di ingresso. L’ esplosione, poco dopo le 22, avrebbero potuto coinvolgere anche qualche passante e gli abitanti della palazzina di fronte dove abita una coppia di poliziotti. Una scheggia ha attraversato il telaio di alluminio di una finestra al piano terreno e un’ altra la carrozzeria di un Suv parcheggiato davanti all’ abitazione. Sono stati proprio i due poliziotti, che in quel momento erano a casa, a dare l’ allarme. Sul luogo sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e della Digos con i dirigenti Pino Scrivo e Vincenzo Valerioti. I primi accertamenti hanno permesso di escludere una eventuale natura eversiva dell’ attentato, ma resta il mistero sul movente.La signora Obinu, una donna tranquilla che non ha mai dato fastidio a nessuno, non pensava di poter esser vittima di un attentato. Gli inquirenti hanno ipotizzato che i veri destinatari dell’ attentato dinamitardo potessero essere i due poliziotti che abitano di fronte, o che l’ azione possa essere in qualche modo collegato all’ omicidio del pensionato Peppino Canu,avvenuto qualche mese fa. La casa di Obinu, infatti, confina col giardino posteriore della casa del pensionato ucciso. Nessuna delle due ipotesi, pero’, avrebbe trovato molto credito. L’ attentatore ha, comunque, agito con freddezza correndo anche il rischio di essere visto e riconosciuto mentre sistemava l’ ordigno sotto lo zerbino e accendeva la miccia dopo aver atteso che uno dei figli della donna lasciasse l’ abitazione dove aveva cenato con la madre.