Calabria, 106 intimidazioni nel 2010

Paola Fusco

Nonostante nel 2009 fossero già state registrate 78 intimidazioni a danno di amministratori locali, nel 2010 il trend in Calabria è in aumento con 106 episodi (+36%) e un picco che ha portato al 53% del totale degli enti toccati almeno una volta dal fenomeno. E il 2011 non promette nulla di buono come dimostra l’ intimidazione di sabato notte ai danni del sindaco di Crotone, Peppino Vallone, a cui e’
stata incendiata l’ automobile. Non mancano motivi di preoccupazione dal Rapporto sullo stato delle autonomie locali di Legautonomie Calabria che e’ stato illustrato all’ Universita’ della Calabria. La provincia dove lo scorso anno si e’ verificato il maggior numero di atti intimidatori e’ quella di Catanzaro con 30, segue Reggio Calabria (26), Vibo Valentia (20), Cosenza (18) e Crotone (12). Gli episodi sono stati ” spalmati” nell’ arco dell’ ultimo anno su 65 comuni diversi mentre e’ sale a 217 il
numero degli enti interessati complessivamente. La presentazione del Rapporto si e’ svolta nella sala stampa dell’ Unical, ad Arcavacata, con il presidente di LegAutonomie, Mario Maiolo, il curatore
dell’ indagine Claudio Cavaliere, segretario dell’ associazione autonomista, presente il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico e il preside di Scienze politiche dell’ Unical, Guerino D’ Ignazio.
” L’ attacco verso i sindaci – ha detto Maiolo – non conosce fasi di arresto. E non vorrei che la nostra societa’ si adeguasse a tali numeri, considerandoli ordinari, cosi’ come abbiamo ‘ digerito’ in fretta il fatto che il sindaco di Sant’ Agata dell’ Esaro si sia dimesso e il consiglio sciolto, dopo aver subito oltre dieci attentati in pochi mesi”. Cavaliere, ha sostenuto che alla luce dei dati emersi
” diventa difficile pensare a ‘ sindaci sceriffi’ quando la domanda di sicurezza proviene proprio da quanti dovrebbero garantirla ai propri cittadini”. Nella ” classifica” dei sistemi utilizzati per intimidire
primeggiano i ” messaggi” attraverso le lettere con proiettili e gli ordigni inesplosi (41), seguiti da incendio di autovetture (18), danneggiamenti vari (15) e colpi di arma da fuoco (10).