Camorra, arrestato Ciro Mazzarella a Santo Domingo

Paola Fusco

    Ciro Mazzarella, arrestato nella Repubblica dominicana, è stato seguito dagli uomini della Guardia di Finanza di Napoli all’uscita dalla sua lussuosa residenza in Avenida Josè Contreras, mentre con altri napoletani si recava in un famoso locale notturno dell’isola. Al momento del fermo, l’uomo, latitante del novembre 2006, ha mostrato agli uomini del Gico e alla polizia locale un passaporto falso, intestato a Maurizio Perugino, che peraltro risulta già indagato dalla Dda della Procura di Napoli in relazione al traffico di stupefacenti in città. La polizia dominicana ha però verificato tutti gli elementi forniti dalla Guardia di Finanza di Napoli, identificandolo e arrestandolo. Mazzarella, imputato per il suo ruolo di vertice nell’associazione camorristica dell’omonimo clan, sarà già oggi trasferito in Italia. Secondo le indagini condotte degli uomini del procuratore capo Giovandomenico Lepore e dall’aggiunto Franco Roberti, il 38enne boss era fuggito in Sudamerica dopo il decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli nel novembre 2006 nei confronti suoi e di altre 17 persone, tra cui suo fratello Francesco che venne arrestato. Mazzarella era fuggito prima in Colombia e poi in Costarica, prima di trasferirsi nella Repubblica Dominicana da dove, secondo le indagini, continuava a coordinare a distanza le attività criminali del clan. La sua cattura è avvenuta grazie all’attività di intelligence compiuta dalla Procura in collaborazione con l’Interpol. Una volta giunti a Santo Domingo, gli uomini della Gdf hanno fornito alla polizia dominicana elementi che hanno permesso l’individuazione di Ciro Mazzarella nel giro di pochi giorni. Su di lui pesano anche le dichiarazioni di numerosi pentiti secondo cui il boss latitante avrebbe diretto a distanza il traffico di droga nel centro di Napoli e una serie di scontri armati con uomini di altri clan operanti nella zona.