Camorra, maxioperazione contro i Casalesi

Fabrizio D'Andrea

Una maxioperazione contro la camorra  è stata effettuata questa mattina da parte della Squadra Mobile di Caserta, del Servizio Centrale Operativo, del Comando Provinciale di Napoli e dello S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza. Si è trattato di un intervento mirato contro il clan “dei Casalesi”. I due blitz hanno portato all’arresto di un centinaio di malviventi trai quali spicca il fermo dei boss dell’ala stragista Cirillo, Spagnuolo e Letizia: tre tra i presunti killer della strage di Castel Volturno.

I tre latitanti sono considerati tra i trenta più pericolosi d’Italia, responsabili di aver attuato negli ultimi mesi una vera strategia del terrore tra Villa Literno, Casal di Principe e il litorale Domiziano. Si è trattato di un’operazione straordinaria, coordinata dalla Procura di Napoli, con gli interventi della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza – ha detto il Ministro Roberto Maroni -come già ribadito abbiamo dichiarato guerra alla camorra, per questo abbiamo inviato 400 tra poliziotti e carabinieri e sabato prossimo arriveranno 500 militari.
Vogliamo mantenere
questa pressione sul territorio finché la guerra non sarà vinta, ha aggiunto il responsabile del Viminale che ha annunciato come nel vertice di venerdì a Caserta verrà decisa la dislocazione dei militari "in punti strategici a controllo del territorio e tutela dei cittadini".

La lotta alla criminalità organizzata si vince anche sul piano patrimoniale ha affermato ancora il ministro Maroni a proposito del sequestro dei beni del clan dei casalesi, realizzato dalla Guardia di finanza, 
con la confisca dei beni che colpiscono la camorra nella sua sostanza economica e danno un segnale forte ai cittadini, e cioè che il crimine non paga. Si tratta di un patrimonio dei cittadini, che le banche hanno solo in custodia, di cui vogliamo tornare ad appropriarci per restituirlo alla comunità sotto forma di sicurezza.  I tre latitanti Cirillo, Spagnuolo e Letizia, arrestati all’ alba di oggi tra Monterusciello e Quarto, nel napoletano, vivevano in due villette a pochi centinaia di metri l’uno dall’ altra: abitazioni blindate, all’interno delle quali i carabinieri hanno trovato armi, parrucche, ma anche pettorine delle forze dell’ ordine. I boss dei Casalesi vivevano nella stessa casa.

Non c’erano altre persone all’ interno delle abitazioni e, secondo le prime ricostruzioni fatte dai carabinieri, è probabile che stessero lì da poco tempo. I tre erano armati e kalashnikov, pistole e fucili a pompa erano disseminati in ogni angolo delle abitazioni. Sequestrate dai carabinieri anche moto e macchine che erano nella disponibilità dei tre latitanti: è al vaglio degli inquirenti se tali mezzi possano essere stati usati anche nella strage degli immigrati di Castel Volturno. Gli agenti della PS stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli su richiesta della D.D.A. partenopea nei confronti di oltre 100 tra capi e gregari del clan Schiavone di Casal di Principe, egemone nella provincia casertana con diramazioni nazionali ed internazionali.
Allo stesso tempo, i finanzieri stanno procedendo, nel circondario casertano e napoletano nonché nel basso Lazio ed in Toscana, al sequestro di beni mobili, immobili e società commerciali, riconducibili all’organizzazione camorristica, per un valore di oltre 100 milioni di euro.