Carceri: ancora alta tensione

Roberto Imbastaro

Resta alta la tensione nelle carceri italiane. Nel pomeriggio di ieri è infatti scoppiata una violenta rissa nel cortile passeggi del penitenziario di Fossano: convolti  una ventina di detenuti – tutti nordafricani. A seguito della rissa, improvvisa e violenta, un Assistente Capo di Polizia Penitenziaria, prontamente intervenuto con altri Agenti per porre fine alle violente, è stato colpito con uno sgabello. Solo il pronto intervento del pur esiguo personale di Polizia Penitenziaria addetto alla sorveglianza ha evitato conseguenze più gravi.Una situazione di alta tensione nel carcere di Fossano, l’ennesima, rispetto alla quale il Sindacato più rappresentativo dei Baschi Azzurri, il SAPPE, esprime “preoccupazione e allarme”.

"La situazione è ben oltre il limite della tolleranza. Lo dimostra chiaramente l’inquietante regolarità con cui avvengono episodi di tensione ed eventi critici nelle carceri italiane perennemente sovraffollate a tutto discapito dell’operatività e della sicurezza dei Baschi Azzurri”, commenta Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Sono da encomiare gli Agenti intervenuti, che nonostante la tensione e la presenza di una sproporzione numerica rispetto ai detenuti, hanno impedito che la situazione potesse ulteriormente degenerare. Questa maxi rissa, avvenuta nel cortile passeggi del penitenziario piemontese, è l’ennesimo evento critico che si verifica in un carcere del Paese ed è davvero troppo. Dove sono le istituzioni? Cosa pensano di fare per tutelare gli agenti di Polizia Penitenziaria, pesantemente sotto organico?”.


Il SAPPE rinnova l’invito alle Istituzioni di “arrivare a definire, come sosteniamo da tempo, circuiti penitenziari differenziati in relazione alla gravità dei reati commessi, con particolare riferimento al bisogno di destinare, a soggetti di scarsa pericolosità o che necessitano di un percorso carcerario differenziato (come i detenuti con problemi sanitari e psichiatrici), specifici circuiti di custodia attenuata anche potenziando il ricorso alle misure alternative alla detenzione per la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale. La pericolosa rissa, che si svolta tra detenuti tutti stranieri, ultimo episodio di criticità penitenziaria in ordine di tempo che vede coinvolti ristretti non italiani, deve fare seriamente riflettere.

Si recuperi il tempo perso su questa significativa criticità penitenziaria e si avviino rapidamente le trattative con i Paesi esteri da cui provengono i detenuti – a partire proprio dai Paesi del Nord Africa come Tunisia, Marocco, Algeria – affinchè scontino la pena nei Paesi d’origine”. Per il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria " è fondamentale trovare accordi affinche’ gli stranieri scontino la pena nei Paesi d’origine. Questo, oltre a mettere un freno ad una grave emergenza, potrebbe rivelarsi un buon affare anche per le casse dello Stato, con risparmi di centinaia di milioni di euro, nonche’ per la sicurezza dei cittadini. Un detenuto – ricorda Capece – costa infatti in media circa 250 euro al giorno allo Stato italiano".