Carceri, appello del SAPPE al Ministro della Giustizia Orlando

Roberto Imbastaro

“Leggiamo di nuovi piani carceri del Governo per superare l’emergenza penitenziaria, anche in relazione all’imminente scadenza del termine ultimo della sentenza europea che ha condannato l’Italia per le condizioni detentive. Ma in realtà noi non sappiamo nulla ufficialmente. E proprio per questo vorremmo confrontarci con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che pure si era detto disponibile ad incontrarci, per dare il nostro contributo. Anche perché le ricadute di ogni provvedimento in carcere coinvolge necessariamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria e l’organizzazione del lavoro”.

La denuncia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.

“Abbiamo ricordato nei giorni scorsi che nel 2013 si sono registrate nelle carceri italiane 6.902 atti di autolesionismo, 4.451 dei quali posti in essere da stranieri, e ben 1.067 tentati suicidi. 542 sono stati gli stranieri che hanno provato a togliersi la vita in cella e che sono stati salvati dalla Polizia Penitenziaria” prosegue il segretario generale del SAPPE Donato Capece. “Tensione alta, dunque. E proprio per questo vorremmo suggerire al Ministro Orlando alcuni interventi prioritari: come l’espulsione dall’Italia degli stranieri condannati per fare scontare loro la pena nelle carceri dei Paesi di provenienza” ma soprattutto “una riforma strutturale della pena detentiva che ponga al centro l’obbligatorietà del lavoro dei detenuti: questo vorrebbe dire più detenuti occupati e quindi meno tensione nelle celle. Ma anche fornire una concreta possibilità di recupero sociale proprio attraverso il lavoro. Oggi in carcere lavora solamente 1 detenuto su 4, per poche ore al giorno”. E sul tema del lavoro in carcere, il SAPPE ha organizzato un convegno ad Abano Terme il prossimo 8 aprile, nell’ambito delle iniziative del XXV Consiglio Nazionale del primo Sindacato dei Baschi Azzurri, dal tema molto significativo: “Misure alternative e lavoro sono sicurezza”.