Carceri: Bergamo, detenuto muore per infarto

Roberto Imbastaro

“É notizia di poche ore fa il decesso di un detenuto R.R. di 44 anni, Bresciano, in espiazione di condanna definitiva con fine pena nel 2020, colpito probabilmente da infarto mentre dormiva nella sua cella.  A scoprirlo l’ Agente di Polizia Penitenziaria della sezione nelle prime ore della mattinata odierna, il quale appena accortosi dell’ accaduto, avvisava prontamente il Sanitario di turno. Quest’ultimo  avviava le procedure d’ urgenza ma non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Alla luce degli accadimenti che stanno attraversando le dinamiche penitenziarie in questo ultimo periodo occorre rivedere il sistema dell’esecuzione penale il prima possibile, altro che vigilanza dinamica!!!”

La notizia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.

“E’ una notizia triste, che colpisce tutti noi che in carcere lavoriamo in prima linea, 24 ore al giorno. Ma va anche detto che il Parlamento ignora colpevolmente il messaggio del Capo dello Stato dell’8 ottobre scorso, che chiedeva alle Camera riforme strutturali per il sistema penitenziario a fronte dell’endemica emergenza che tra l’altro determina difficili, pericolose e stressanti condizioni di lavoro per gli Agenti di Polizia Penitenziaria”, tuona Donato Capece, segretario generale SAPPE. “Addirittura il Capo del DAP Tamburino, che nostro malgrado è anche Capo della Polizia Penitenziaria, ha avuto l’ardire di sostenere che l’Italia non sarà in grado di adottare entro il prossimo maggio 2014 quegli interventi chiesti dall’Unione Europea per rendere più umane le condizioni detentive in Italia…”

Capece torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: “Nei 206 istituti penitenziari nel primo semestre del
2013 si sono registrati 3.287 atti di autolesionismo, 545 tentati suicidi,
1.880 colluttazioni e 468 ferimenti: 3.965 sono stati i detenuti
protagonisti di sciopero della fame, mentre purtroppo 18 sono i morti per suicidio e 64 per cause naturali. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli patologici, con oltre 64mila reclusi per una capienza di 40mila posti letto regolamentari e il Capo DAP che alza le mani di fronte alla sentenza Torreggiani. Il nostro organico è sotto di 7mila unità. La spending review e la legge di Stabilità hanno cancellato le assunzioni,nonostante l’età media dei poliziotti si aggira sui 37 anni. Altissima, considerato il lavoro usurante che svolgiamo, come dimostrano i gravi episodi in nostro danno accaduti”.