Carceri sovraffollate: il SAPPE manifesta

Redazione

Un carcere nuovo, moderno, ma sotto utilizzato per mancanza di Personale di Polizia Penitenziaria. E le altre carceri del Lazio sovraffollate ed invivibili.Alle soluzioni tampone adottate dall’Amministrazione Penitenziaria, il SAPPE risponderà con una manifestazione che si terrà davanti al carcere reatino il prossimo 3 aprile.“Il carcere di Rieti è l’emblema della disorganizzazione dell’Amministrazione Penitenziaria: si aprono nuovi carceri senza poliziotti penitenziari, e questo vuol dire disagi e disservizi per coloro che lavorano in quel penitenziario. Il DAP pensa di risolvere questa grave situazione con soluzioni tampone, mandando in servizio temporaneo del Personale da altre sedi, ma lì serve Personale in pianta stabile, non ‘a tempo’. Per questo manifesteremo martedì 3 aprile davanti al carcere in concomitanza con la manifestazione che terremo nelle stesse ore a Roma davanti al DAP”.Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria.“In un anno la situazione delle carceri è rimasta sostanzialmente invariata: 67.600 erano un anno fa, 66.400 sono oggi” prosegue. “E questo nonostante la legge sulla detenzione domiciliare, voluta dal Ministro Guardasigilli Alfano, che ha fatto uscire circa 5mila persone dalle patrie galere, e la legge del Governo recentemente approvata dal Parlamento, che prevede il ricorso alla detenzione in carcere come extrema ratio, disponendo gli arresti ai domiciliari o nelle camere di sicurezza della Forza di Polizia che ha operato l’arresto. Non vediamo nulla di concreto, nessun intervento risolutivo dal Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino. Il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria non ci sta. Per rispetto di chi in carcere lavora nella prima linea delle sezioni. Le carceri scoppiano, nelle carceri si muore e i poliziotti sono sempre più stressanti e stanchi di questo stato di cose e di questa inerzia. Per questo scenderemo in piazza a Roma, martedì 3 aprile davanti alla sede dell’Amministrazione Penitenziaria. Per chiamare alle proprie responsabilità chi guida il DAP e coloro che siedono al Governo e in Parlamento”.“Il SAPPE” conclude “terrà il sit-in per denunciare i gravi problemi con i quali quotidianamente si confronta la Polizia penitenziaria e che alimentano tensione – come i costanti e continui eventi critici – gli straordinari, gli avanzamenti di carriera, gli assegni di funzione e le missioni non pagate e, da ultimo, l’assurda riforma che farà andare in pensione i poliziotti a 70 anni. Tutto questo nell’indifferenza dell’Amministrazione Penitenziaria e delle Istituzioni. Grideremo in piazza la nostra rabbia. E se nulla cambierà, non è escluso che manifesteremo anche il giorno della Festa del Corpo a Roma, il prossimo 18 maggio, per chiedere attenzione all’unica persona che si è dimostrata attenta e sensibile ai nostri problemi, il Capo dello Stato”.