Carceri: sventato a Cassino tentativo di evasione

Redazione

"E’ solamente grazie alla professionalità, alle capacità ed all’attenzione del Personale di Polizia Penitenziaria che qualche giorno fa a Cassino è stata impedita una clamorosa evasione dal carcere. Grazie all’intuito, all’attenzione ed allo scrupolo dei nostri Agenti sono state trovate, all’interno di un congelatore in uso ai detenuti ubicato nella Seconda Sezione, delle lenzuola annodate della lunghezza di circa 3 metri, abilmente occultate. Tra gli accertamenti al vaglio delle indagini interne della Polizia Penitenziaria vi è ovviamente da identificare colui o coloro che hanno nascosto la corda per evadere dal carcere. Grazie all’attenzione dei Baschi Azzurri, dunque, è stata impedita una possibile clamorosa evasione da Cassino. Questo grave episodio conferma ancora una volta le gravi criticità del sistema carcere.”
Lo dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, in relazione a quanto avvenuto qualche giorno fa nel carcere laziale di Cassino.
“La situazione penitenziaria resta incandescente” sottolinea. “Lo confermano drammaticamente i gravi episodi che accadono sistematicamente nelle carceri italiane; lo evidenziano soprattutto i continui tentativi di evasione e le evasioni vere e proprie. Le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente. C’è bisogno di una nuova politica dell’esecuzione della pena, che ripensi il sistema sanzionatorio e non cervellotiche disposizioni dell’Amministrazione penitenziaria che vorrebbero l’autogestione delle carceri affidata ai detenuti”.
Capece sottolinea che allo stato il calo dei detenuti dopo i provvedimenti del Governo “è ad oggi ancora ininfluente a tamponare l’emergenza carceri. Nelle 205 carceri italiane, il 31 gennaio scorso avevamo 66.973 persone che sono calate, cinque mesi dopo, di poche centinaia, arrivando a 66.487 il 31 maggio scorso. Il dato reale, dal quale partire per ripensare il sistema, è che ci sono in carcere 21mila persone detenute oltre la capienza regolamentare delle strutture e che più del 40% dei presenti – quasi 27mila! – sono in attesa di un giudizio definitivo.”