Caso Petrella: Olga D’Antona, inaccettabile la decisione della Francia

Paola Fusco

"Trovo sia inaccettabile. L’Italia non puoò essere trattata come un Paese che non rispetta i diritti civili o che applica la tortura. Marina Petrella poteva avere in Italia, se le autorità competenti lo avessero ritenuto necessario tenuto conto del suo stato di salute, le giuste cure mediche, perché questo non è un Paese che tortura i carcerati". Così la parlamentare del Pd Olga D’Antona, vedova del giuslavorista ucciso dalle Br, ha commentato la decisione del presidente francese Nicolas Sarkozy di non concedere l’estradizione per la brigatista rossa Marina Petrella. “In Francia forse c’è un po’ il mito della rivoluzione ma c’è anche, a mio avviso, in questo caso una mancanza di rispetto nei confronti dell’Italia e del nostro sistema giudiziario. Inoltre del ruolo della premiere dame è stato fatto un uso mediatico perché italiana e lo trovo inaccettabile”. Secondo l’esponente del Pd, in Italia non c’è lo stesso trattamento per i terroristi e per i parenti delle vittime del terrorismo, “anche se ultimamente, c’è una maggiore attenzione grazie alle associazioni e all’istituzione di una "giornata della memoria" dedicata alle vittime del terrorismo".