Il meccanismo è piuttosto semplice e subdolamente funzionale: si tratta di creare un certo numero di società (esistenti sulla carta ma in realtà prive di ogni struttura fisica e amministrativa) su cui far gravare l’Imposta sul valore aggiunto durante le varie fasi di acquisto e successiva cessione di beni, salvo poi farle sparire nel nulla prima che lo Stato esiga dalle stesse il dovuto pagamento del tributo.Questo fraudolento artifizio finanziario è conosciuto dagli addetti ai lavori come “frode carosello” ed è un problema piuttosto diffuso in tutta l’Unione Europea. Quali sono, allora, le strategie messe in atto per combattere questo fenomeno? Esistono delle reali sinergie di mutua assistenza fra le Autorità Finanziarie e le Forze di Polizia dei Paesi membri? La risposta è sì. Vediamo ora, con ordine, in cosa si sostanzia questa forma di collaborazione internazionale dove la Guardia di Finanza, proprio per il suo peculiare ruolo di polizia posta a tutela degli interessi economico-finanziari del Paese, ma anche dell’Unione Europea, è il principale referente per l’Italia. In primis è bene sottolineare come la cooperazione internazionale nella materia fiscale sia una realtà piuttosto intricata; su essa il Corpo riesce efficacemente a operare avvalendosi delle più aggiornate tecniche d’investigazione tributaria le quali vengono, di volta in volta, sviluppate attraverso specifiche direttive impartite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze. Considerata la complessa natura delle indagini finanziarie, nonché la vastità dello scenario operativo nel quale si è chiamati a intervenire (in pratica tutta Europa) la possibilità di avvalersi degli scambi d’informazione fra le Amministrazioni fiscali dell’Unione oltre che con molti altri Paesi con i quali l’Italia ha stipulato allo scopo delle Convenzioni, gioca un ruolo fondamentale, soprattutto nel contrasto delle frodi all’I.V.A. La Guardia di Finanza, infatti, operando in veste di “servizio di collegamento”, è abilitata a svolgere indagini utilizzando un aggiornatissimo network telematico, istituito dalla stessa Commissione Europea allo scopo di consentire agevoli quanto tempestivi scambi e supporti info-investigativi tra gli investigatori che operano dai vari Stati membri e dove – proprio per il contrasto alle frodi carosello – è stata creata una sorta di "corsia preferenziale". Per far meglio comprendere quale sia il livello di insidiosità di tali truffe nonché il danno (non solo finanziario) arrecato dalle stesse, l’EUROPOL ha deciso di costituire un Gruppo di Lavoro del quale fanno parte i rappresentanti delle Forze di Polizia europee; in esso la Guardia di Finanza risponde per lo Stato italiano. Per l’espletamento delle procedure, nonché per l’indirizzo delle varie fasi tecnico-investigative, il Comando Generale del Corpo dispone di un gruppo di specialisti che opera in osmosi con una rete di ufficiali-esperti accreditati presso 12 rappresentanze diplomatiche italiane all’estero. Una rete che diverrà a breve ancor più ampia, al fine di intensificare la lotta all’evasione fiscale internazionale in tutte le sue varie sfaccettature. Illustrato tutto ciò è altresì necessario evidenziare come, nonostante il grado di penetrazione informativa obbiettivamente alto che riescono a raggiungere tali “weapon”, l’acquisizione, la gestione e l’utilizzo di qualsiasi notizia ottenuta per fini investigativi non possa che avvenire nel pieno rispetto delle regole procedurali, nonché nei limiti consentiti dalle normative sulla privacy vigenti nei singoli Paesi dell’Unione.
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