Come l’AI agentica sta rivoluzionando la cyber security aziendale

di Emilio Turani, Regional Vice President, Southern Europe Qualys

 La cyber security aziendale sta attraversando una trasformazione radicale. Con la crescita delle superfici di attacco — tra cloud, endpoint, identità e applicazioni — i team di sicurezza non possono più limitarsi a rilevare le vulnerabilità: devono saperle prioritizzare, correggere e comunicare il rischio in termini di business. Gli approcci tradizionali alla gestione delle vulnerabilità risultano ormai insufficienti in un contesto caratterizzato da velocità, automazione e minacce guidate dall’intelligenza artificiale.

Sfide attuali e necessità di un linguaggio unificato del rischio

I CISO affrontano due sfide principali: il crescente volume di rilevamenti e la rapidità con cui gli attaccanti sfruttano le vulnerabilità. In molte aziende, la correzione delle vulnerabilità richiede tempi lunghi a causa di cicli di test, dipendenze operative e governance, creando un divario tra rilevamento e azione.

Un problema altrettanto critico è la frammentazione nella gestione del rischio: vulnerabilità, configurazioni errate e identità sono spesso trattate con strumenti separati, senza una visione integrata. Questo porta a comprensioni incomplete e a decisioni poco efficaci.

In Qualys, affrontiamo questo problema integrando dati provenienti da strumenti diversi in un linguaggio comune del rischio, applicando l’intelligence sulle minacce in modo coerente e traducendo informazioni tecniche in metriche finanziarie comprensibili ai board. Così, un punteggio di rischio che scende da 800 a 750 diventa un risultato tangibile e interpretabile in termini economici, capace di guidare decisioni strategiche.

L’AI agentica: una forza lavoro digitale

Per colmare il divario tra rilevamento e mitigazione, abbiamo introdotto l’AI agentica nel Qualys Risk Operations Centre. Questi agenti digitali supportano i team umani, automatizzando attività ripetitive e ad alto volume, come la prioritizzazione delle patch o l’analisi dei software non necessari.

In uno scenario tipico come il “Patch Tuesday”, l’agente valuta il rischio, considera vincoli storici e propone strategie di mitigazione alternative. Ciò riduce drasticamente tempi e sforzi: un workflow manuale richiederebbe otto-dieci ore, mentre l’agente lo realizza rapidamente, liberando i team per attività più strategiche.

Questa automazione non sostituisce i team, ma li potenzia: consente di gestire lo stesso carico di lavoro con risorse e professionisti qualificati concentrati su decisioni di maggiore impatto, riducendo i costi operativi e aumentando la maturità del programma di sicurezza.

Prioritizzazione, remediation e futuro della cyber security

La remediation efficace combina automazione, validazione e mitigazione mirata: patch critiche a basso impatto vengono applicate automaticamente, quelle ad alto impatto seguono validazioni UAT e circa il 20% delle vulnerabilità più complesse viene gestito tramite controlli di mitigazione come hardening o rimozione software. Questo approccio riduce significativamente il mean time to remediation e aumenta l’efficacia complessiva della sicurezza.

Oggi, l’adozione dell’AI agentica è forte in settori come BFSI (Banking, Financial Services, Insurance), manifatturiero e grandi aziende con alti volumi di dati. Guardando avanti, le organizzazioni devono concentrarsi su due priorità strategiche: la sicurezza dei modelli AI, per evitare rischi come la perdita di dati o comportamenti indesiderati, e la gestione delle minacce legate all’identità, ancora oggi uno dei fattori principali di violazioni.

Il nostro obiettivo resta chiaro: continuare a rafforzare il Qualys Risk Operations Centre e offrire una piattaforma vendor-agnostic che consenta alle aziende di gestire il rischio informatico end-to-end, con un linguaggio unico, finanziariamente interpretabile e capace di trasformare la cyber security in un vantaggio competitivo concreto.