Commercio illegale di tartarughe scoperto dalla Forestale

Roberto Imbastaro

Oltre 100 tartarughe rare rinchiuse senz’aria dentro pacchi postali e spedite come oggetti sono state sequestrate nell’ambito di una complessa indagine condotta dalla Sezione Investigativa del Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato e dal Corpo forestale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna con il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio Pausania.

Gli animali, gravemente maltrattati, viaggiavano segregati in pacchi asfittici, immobilizzati con zampe e code avvolte con  nastro adesivo da imballaggio per arrivare a destinazione senza problemi.

L’operazione è partita dal sequestro di due pacchi postali presso la dogana di Santa Teresa di Gallura che contenevano oltre una dozzina di tartarughe mediterranee appartenenti a varie specie tutelate dalla Convenzione di Washington.

È scattata quindi un’attività di intelligence che ha portato all’esecuzione di perquisizioni domiciliari in diverse città italiane come Palermo, Benevento, Siena e Como e al sequestro di altri esemplari.

Quello che ne è emerso è un vasto traffico commerciale che, servendosi anche della rete internet, riesce a fruttare centinaia di migliaia di euro l’anno. Un vero proprio e-commerce illegale di animali e piante che, sfuggendo facilmente ai controlli, trascura aspetti fondamentali come l’osservanza del benessere animale, delle norme veterinarie e sanitarie e ignora il divieto di commercio di specie in via d’estinzione.

Tra le tartarughe sequestrate, oltre alla Testuggine greca e a alla Testuggine di Hermann, anche esemplari della rara Testuggine marginata (Testudo marginata), presente quasi esclusivamente in Sardegna, la quale può raggiungere ad esempio sul mercato illecito quotazioni di 1.000 euro in Germania e addirittura di 5.000 euro in Giappone.

Il cerchio delle indagini va stringendosi attorno ai primi responsabili individuati ma si ipotizza l’esistenza di un vero e proprio clan dedito all’attività criminosa, una banda che avrebbe impoverito il patrimonio faunistico della Sardegna depredandolo di centinaia di esemplari protetti. Gli indagati dovranno rispondere di gravi maltrattamenti inflitti agli animali e di violazioni delle norme dettate dalla Convenzione di Washington, a tutela delle specie minacciate di estinzione.

Le tartarughe terrestri mediterranee, insieme ad alcune specie di rapaci, anfibi e rettili, sono vittime dell’azione criminosa dell’uomo che, prelevandole indiscriminatamente dai propri habitat, ne provocano l’estinzione oltre a causare una grave perdita di biodiversità.