Compro Oro: l’usura del valore affettivo

Roberto Imbastaro

La diffusione dei Compro Oro è un fenomeno che si osserva, oramai, da qualche tempo. Spesso, ci si rivolge a tali attività in situazioni di bisogno e debolezza e con un potere contrattuale nullo. Dove c’è sofferenza e la norma latita, lì s’insinua il crimine.

Di Compro Oro, al giorno d’oggi, se ne incontrano in ogni città e in ogni quartiere. Simboli di una disperazione diffusa, per la quale non si esita a svendere il valore affettivo, prima ancora che economico, degli oggetti che passano di mano sui banconi di queste attività.Disperazione che significa solitudine, sofferenza economica e sovraindebitamento.Un disagio che il crimine ha saputo rendere redditizio, insinuandosi in un contesto di penombra normativa che i fatti di cronaca hanno reso insostenibile e privo di giustificazione in una società che vuole definirsi civile.

Troppo spesso dietro queste attività si nascondono i nuovi usurai, che possono, così, esporre impunemente la loro "insegna" e fare affari alla luce del giorno approfittando di chi si trova in condizioni di difficoltà.

“I commercianti onesti dei Compro Oro – dichiara Luigi Ciatti, Presidente dell’Ambulatorio Antiusura – devono essere i primi a chiedere a gran voce una normativa severa, che certifichi la qualità della loro attività e le regole del gioco, impegnandosi a emarginare i disonesti.


L’Ambulatorio Antiusura sosterrà con forza queste iniziative, come con forza continuerà a sostenere le vittime degli abusi perpetrati dai criminali professionisti che si nascondono sotto le insegne dei Compro Oro.”