Corruzione in appalti pubblici: 8 arresti a Padova

Leonardo Ricci

Appalti pubblici per la ristrutturazione di caserme dell’Esercito e scuole che venivano “pilotati” in favore di aziende edili a capo delle quali figuravano i soliti imprenditori, peraltro piuttosto “generosi”; è questa la rete corruttiva scoperta nel corso dell’operazione “Pantano” condotta da finanzieri e carabinieri in forza ai rispettivi Comandi Provinciali di Padova.

Nella vicenda, che ha richiesto un’indagine durata circa due anni, sono coinvolti un ex deputato, funzionari del Comune, della Provincia, dell’ATER nonché un ufficiale dell’Esercito e numerosi imprenditori del settore edile per un totale di 30 persone.

I documenti ora al setaccio degli inquirenti, recuperati nel corso di 40 perquisizioni effettuate con l’impiego di 100 militari della GdF e dei CC, nei quali figurano bandi di gara, appalti e aggiudicazioni varie, avrebbero già messo in luce molteplici anomalie sulle procedure di aggiudicazione dei lavori per scuole e caserme banditi negli ultimi 5 anni dal Comune e dalla Provincia di Padova, nonché dell’Esercito e dalla locale ATER.

Secondo quanto accertato dagli investigatori delle Guardia di Finanza e dei Carabinieri, dietro il pagamento di “bustarelle” in denaro contante, cene, viaggi, ristrutturazioni di privati appartamenti e persino ricambi per auto, i dipendenti pubblici ora indagati favorivano i soliti “imprenditori-amici” al momento dell’aggiudicazione delle gare d’appalto.

Le indagini, al momento non ancora concluse, puntano ora all’esatta ricostruzione degli sprechi e delle illegalità perpetrate dall’illecito intreccio di corrotti e corruttori, 8 dei quali sono già finiti agli arresti.