Cremona: fiamme e fuoco in carcere

redazione

Sembra davvero non avere fine la spirale di tensione e violenza che caratterizza ormai da mesi il carcere di Cremona, da tempo al centro di eventi critici e delle critiche sindacali dell’Organizzazione più rappresentativa dei Baschi Azzurri, il SAPPE.

“Questa mattina un detenuto straniero si è prima lesionato il corpo e, dopo il tempestivo intervento degli Agenti di servizio che hanno impedito più gravi conseguente al ristretto, si sono rese necessarie le cure presso l’infermeria dell’Istituto. Ma lo stesso detenuto, dopo essere rientrato in cella, ha fatto di peggio, dando fuoco  quel che aveva nella sua camera detentiva. Poteva essere una strage”, commenta Donato Capece, segretario generale  Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. “Subito fiamme e fumo hanno invaso la cella e la sezione detentiva, ma proprio il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha scongiurato conseguenze drammatiche. Il fumo era denso e pericoloso, tale da determinare anche grida di allarme da parte degli altri detenuti, e i poliziotti sono stati eroici nel loro comportamento. Si è reso necessario far evacuare la sezione detentiva, ma 5 poliziotti sono rimasti intossicati e sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere. Sono stati momenti di grande tensione ma stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio a Cremona a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza. Ma questo gravissimo episodio è sintomatico di una tensione detentiva a Cremona che noi denunciamo da tempo”.

Dura la denuncia del SAPPE: “Da tempo segnaliamo le criticità interne al carcere di Cremona, dove evidentemente la situazione sembra sfuggire di mano a direttore e comandante del reparto di Polizia Penitenziaria, che evidentemente hanno improntato una organizzazione del lavoro e una quotidianità penitenziaria a Cremona fallimentare sotto il punto di vista della sicurezza e della rieducazione trattamentale”, commenta il leader del SAPPE, che ricorda come “da mesi il SAPPE chiede, nell’indifferenza dell’Amministrazione Penitenziaria, una ispezione ministeriale e l’allontanamento di entrambi da Cremona”, carcere che nel 2014 ha registrato addirittura un numero di atti di autolesionismo (120) maggiore di quelli del penitenziario di Milano S. Vittore (46), che però ha quasi il triplo dei detenuti.  

 “Le responsabilità di direttore e comandante per quel che da mesi avviene in carcere a Cremona mi sembrano palesi e mi sorprende che l’Amministrazione penitenziaria non adotti adeguati provvedimenti, come il trasferimento di entrambi”, conclude Capece. Che evidenzia infine “la professionalità, la competenza e l’umanità che ogni giorno contraddistingue l’operato delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria con tutti i detenuti  per garantire una carcerazione umana ed attenta pur in presenza ormai da anni di oggettive difficoltà operative, le gravi carenze di organico di poliziotti, le strutture spesso inadeguate. Attenti e sensibili, noi poliziotti penitenziari, alle difficoltà di tutti i detenuti, indipendentemente dalle condizioni sociali o dalla gravità del reato commesso. Ma che corrono rischi e pericoli ogni giorno, in carcere, a Cremona, per il solo fatto di essere rappresentanti dello Stato che garantiscono sicurezza e perciò pagano prezzi altissimi in termini di stress e disagi”.