CrowdStrike lancia il Cyber Superintelligence Lab, portando per la prima volta la ricerca sulla frontier AI nell’ambito della difesa informatica

redazione
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 CrowdStrike (NASDAQ: CRWD) ha annunciato il suo Cyber Superintelligence Lab, prima organizzazione di ricerca sulla frontier AI creata per la cyber difesa e la sicurezza dell’AI. Il Lab unisce l’esperienza dei ricercatori di AI, degli operatori di offensive security e degli incident responder di CrowdStrike sotto un’unica missione fondamentale. Basato sui dati, sull’adversary intelligence e sugli ambienti ad alta fedeltà che alimentano la piattaforma CrowdStrike Falcon®, il Lab apre la strada alle tecnologie di difesa di nuova generazione concepite per l’era agentica. Il Dr. Bartley Richardson, Chief AI and Autonomous Systems Officer, guiderà il Lab.

L’impatto del vantaggio sui dati di CrowdStrike

L’input primario su cui si fonda il Lab è l’ineguagliabile patrimonio di dati di sicurezza di CrowdStrike. Ogni segnale viene mappato ed etichettato dagli analisti della front-line e associato a un verdetto, creando così una vera e propria ontologia della cybersecurity. Il sensore Falcon invia segnalazioni da endpoint, sistemi di identità, workload cloud, archivi dati e da Falcon Next-Gen SIEM all’interno di un’unica architettura, generando trilioni di eventi ogni giorno.

Questa presenza capillare copre ambienti sufficientemente diversificati da rilevare gli edge case fondamentali, ossia laddove operano gli avversari. All’interno di questi segnali sono racchiusi 15 anni di threat intelligence e incident response di CrowdStrike: resoconti verificati dagli esperti riguardo a cosa sia stato effettivamente un attacco, come abbia funzionato e cosa lo abbia fermato. Il volume da solo non insegna alla difesa a essere efficace. A farlo sono i risultati confermati, e CrowdStrike ne produce sempre di più, ogni giorno in cui la piattaforma è in funzione.

“La sicurezza è la chiave per la scalabilità dell’AI”, ha dichiarato George Kurtz, CEO e Founder di CrowdStrike. “Il Cyber Superintelligence Lab concentra i PhD, i ricercatori di AI e i threat hunter addestrati a bloccare attacchi reali ogni giorno sulla piattaforma Falcon. Questo livello di competenze di AI applicata deve risiedere proprio sulla piattaforma in cui vengono fermate le violazioni. La sintesi tra il nostro patrimonio di dati esclusivo e i migliori talenti sull’AI nella cybersecurity offre ai difensori un vantaggio senza precedenti”.

“Il vero test per l’AI nella sicurezza è la sua capacità di fermare le violazioni”, ha affermato il Dr. Richardson. “Per raggiungere questo obiettivo oggi, abbiamo bisogno di un’intelligence che operi alla massima velocità, apprendendo e migliorando continuamente. È questo lo standard verso cui l’intero settore dovrà orientarsi di fronte ad avversari potenziati dall’AI”.