Da IBM un simulatore online a disposizione dei CIO

Alessandro Scipione

IBM ha reso disponibile il suo nuovo Smarter Computing Workload Simulator, un  tool online  progettato per offrire ai Chief Information Officer un modo facile e veloce di visualizzare aree di potenziali risparmi ed efficienza, attraverso la “lente” dei sistemi e delle tecnologie IBM Smarter Computing. 

La strategia Smarter Computing, presentata agli inizi di quest’anno, si propone di aiutare le organizzazioni a realizzare maggiori efficienze, migliorare l’affidabilità e conseguire prestazioni superiori, il tutto a costi ridotti. La strategia è incentrata su tre aspetti fondamentali: servirsi della business analytics per sfruttare enormi quantità di dati per gli obiettivi aziendali; utilizzare sistemi ottimizzati, progettati per compiti specifici; e gestire la maggior quantità di IT possibile con tecnologie di cloud computing.

 Il simulatore inizia chiedendo al visitatore di selezionare IBM Power Systems o IBM System z per il confronto con la propria infrastruttura IT. Chiede poi il tipo di settore in cui opera, il tipo di carico di lavoro da confrontare e il numero e le tipologie di sistemi da confrontare, inclusi quelli basati su Intel Itanium, Intel x86, e/o Sun SPARC. Man mano che i sistemi vengono identificati, le immagini grafiche dei server iniziano a popolare un data center simulato. Quando il visitatore termina e clicca sul tasto “Next”, compare immediatamente un data center alternativo, che si popola di sistemi IBM e presenta una ripartizione dei costi e dei risparmi stimati. 

I visitatori possono affinare la ricerca per individuare chart e analisi sui costi operativi e strategici delle loro infrastrutture, e sui costi e risparmi potenziali dell’alternativa IBM. Per un’analisi ancora più ampia, è possibile cliccare sull’IBM System Consolidation and Evaluation Tool al termine della simulazione, che fornisce un confronto più completo e dettagliato.


IBM espanderà il tool, operativo da metà ottobre, per comprendere il supporto per System x nella prima metà del 2012.