In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, emerge con forza l’importanza di una gestione sostenibile della risorsa idrica, un tema urgente e centrale per il futuro del nostro Paese. In questo contesto, la digitalizzazione rappresenta uno strumento strategico per affrontare le sfide legate alla dispersione idrica, all’ottimizzazione dei consumi e al miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture.
In Italia, la situazione dell’acqua varia notevolmente da regione a regione, con dati che in alcuni casi destano grande preoccupazione: la dispersione lungo la rete idrica nazionale oscilla tra il 14% e il 72%, con una media del 42%, mentre in oltre il 50% dei Comuni le perdite idriche superano il 35% dei volumi immessi in rete. Inoltre, circa il 60% delle infrastrutture della rete idrica ha più di 30 anni e il 25% ha oltre mezzo secolo di vita.
La Fondazione per la Sostenibilità Digitale – la prima Fondazione di ricerca riconosciuta in Italia dedicata ad approfondire i temi della sostenibilità digitale nei suoi impatti ambientali, economici e sociali – è da tempo attiva su questo tema, tanto da aver costituito al proprio interno il gruppo “Sustainable Water” costituito dai soci della Fondazione Acquedotto Pugliese, Alfa Varese, Gruppo CAP, Italgas, MM. Nato oltre due anni fa, il gruppo ha contribuito alla creazione della Community italiana delle Acque e ha lavorato per creare una rete tra gli operatori del servizio idrico integrato, favorendo lo scambio di conoscenze e best practice. Da allora, ha promosso soluzioni innovative e sensibilizzato il settore sull’importanza della digitalizzazione per una gestione sostenibile della risorsa idrica con l’obiettivo di accelerare il percorso verso la sostenibilità.
La sostenibilità digitale nel settore idrico rappresenta una sfida cruciale che richiede l’utilizzo responsabile e consapevole delle tecnologie, necessario per raggiungere un corretto equilibrio tra il progresso tecnologico e l’impatto ambientale. Un approccio che va oltre la mera riduzione dell’impatto ecologico delle tecnologie e che abbraccia un concetto più ampio di sostenibilità, incorporando l’efficienza energetica, l’economia circolare e la responsabilità sociale come pilastri fondamentali. L’acqua è una risorsa che richiede una gestione oculata e attenta poiché la sua scarsità continua a generare disparità sia economiche che sociali.
Numerosi sono i campi di applicazione del digitale: dall’individuazione e contenimento delle perdite idriche, un grave problema in Italia, alla rilevazione dei consumi anomali e delle frodi, alla previsione della domanda dei consumi, all’ottimizzazione delle pressioni e del consumo energetico lungo il ciclo di vita dell’acqua, alla determinazione dell’indice di rischio di rottura delle tubazioni, fino alla capacità di indirizzare in modo mirato gli investimenti di sviluppo e ammodernamento della rete. Questi sono solo alcuni esempi in cui il Digitale è in grado di conseguire obiettivi di efficienza, efficacia e sostenibilità, in particolare quando si parla di garantire l’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienici, alla salute delle persone, allo sfruttamento efficiente delle risorse e alla protezione degli ecosistemi. Dal punto di vista del consumatore invece, oggi, grazie all’utilizzo dello smart meter, è possibile monitorare i consumi e quindi ridurre gli sprechi, ottimizzare i costi, migliorare la gestione delle risorse idriche e favorire la sostenibilità ambientale.
Il susseguirsi di eventi estremi e la sua scarsità hanno messo in crisi le infrastrutture idriche che per decenni sono state ritenute più che adeguate. In questo contesto la trasformazione digitale, se sviluppata con criteri di sostenibilità, può esercitare un ruolo fondamentale per una gestione efficace della risorsa idrica contribuendo inoltre a definire in modo mirato e ottimizzato le tipologie e il valore degli investimenti.
Seguendo la logica di aggregazione delle tecnologie sopra citate, il Gruppo Acque della Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha individuato 14 use case, veri e propri esempi di come l’utilizzo di una combinazione di strumenti digitali permette di risolvere criticità, ottimizzare ed evolvere processi correlati alle diverse fasi del ciclo di vita dell’acqua. Ogni caso d’uso, inoltre, è stato analizzato in maniera sistematica correlandone gli impatti agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di Agenda 2030, e individuando così i benefici derivanti dall’utilizzo delle differenti tecnologie applicabili ad ogni fase.
ad esempio prende in considerazione. I Digital Twin delle città possono simulare l’impatto di eventi come alluvioni, permettendo alle autorità di pianificare evacuazioni e interventi di emergenza in maniera più efficace[MB1] [gi2] , riducendo così il numero di decessi e l’impatto complessivo sui cittadini (Use case 3, riduzione del numero di decessi e persone colpite da calamità).
Quali tecnologie digitali a supporto dell’acqua?
Il digitale rappresenta uno strumento imprescindibile per conseguire obiettivi di efficienza ed efficacia lungo tutto il ciclo di vita del Servizio Idrico Integrato, dalla captazione, alla distribuzione, alla depurazione, contribuendo in modo determinante a conseguire gli obiettivi di sostenibilità di Agenda 2030.
Le tecnologie digitali supportano il mondo dell’acqua agendo su più livelli:
- Il primo è quello dell’infrastruttura fisica che riguarda le tecnologie che gestiscono il ciclo di vita degli acquedotti e degli impianti e la loro rappresentazione nel territorio (sistemi GIS, Geographic Information System) e, attraverso le tecnologie IIoT, Industrial Internet of Things, la banda larga e il cloud, il loro funzionamento.
- Il secondo livello riguarda le tecnologie in grado di ottimizzare i processi, ripensare i metodi di lavoro tradizionali attraverso le analisi predittive basate principalmente su Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Edge Computing, Big data, e Block chain.
- Il terzo livello è quello degli Ecosistemi digitali, composti dall’interconnessione di una o più tecnologie, in grado di rappresentare a livello digitale la realtà fisica degli asset e i loro comportamenti, nonché di permettere l’interazione tra le tecnologie e le persone che diventano parte integrante del sistema condizionandone i comportamenti (parliamo di Digital Twin, Smart Meter, Banda larga, 5G, servizi cloud).
“Crediamo fortemente in un approccio sistemico che coinvolga tutti i gestori del Servizio Idrico Integrato del Paese, non solo per la forte spinta all’innovazione tecnologica che questo produrrebbe, ma anche per come gli operatori potrebbero utilizzare la leva del digitale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.” – ha spiegato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. “L’auspicio è quindi quello di instaurare un dialogo costruttivo e un processo collaborativo fra tutti i gestori del Servizio Idrico Integrato italiano, che tenga conto delle diverse esigenze territoriali del nostro paese e che sia capace di evolversi e arricchirsi grazie al contributo di tutti i partecipanti.” – ha continuato Epifani.








