Droga sotto il pitone

redazione

Dodici le persone arrestate dalla Guardia di Finanza nel corso dell’operazione "Shila Connection" che ha portato al sequestro di 5 kg di cocaina che gli spacciatori facevano custodire da un pericolosissimo pitone albino di tre metri.Il blitz che ha permesso di smantellare l’associazione criminale è scattato quando sei dei membri dell’organizzazione, intercettati e pedinati, si sono riuniti in uno degli immobili nella loro disponibilità per preparare la sostanza da spacciare. Le successive perquisizioni hanno permesso di rinvenire non solo lo stupefacente già pronto per essere immesso sul mercato laziale unitamente a tutta la strumentazione utilizzata dalla banda per la preparazione dello stesso ma anche diverse pistole e proiettili di vario calibro,verosimilmente strumentali alla commissione dell’illecita attività.
I Finanzieri hanno anche rinvenuto, presso una delle abitazioni perquisite, un pericoloso "pitone albino" (Python Molurus Bivittatus varietà albina) di circa 3 metri, in stato di liberta, che è stato sequestrato unitamente al personale del Corpo Forestale dello Stato ed affidato alle cure veterinarie degli esperti del BioParco di Roma che, vista la rarità della specie, ha manifestato la disponibilità ad "ospitare" il serpente che si trova ora nel rettilario dello stesso Bio Parco.
Il pericoloso rettile oltre ad essere un eccellente nascondiglio per le sostanze stupefacenti (infatti, sotto il suo corpo sono stati rinvenuti circa 200 grammi di cocaina purissima) fungeva anche da deterrente per le forze dell’ordine e mezzo di "convinzione" per ottenere i pagamenti richiesti ai potenziali acquirenti delle sostanze stupefacenti.
I dodici membri dell’ organizzazione criminale, tra cui due donne, dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché di altri reati contro il patrimonio e connessi all’illecita detenzione di armi e specie animali protetti.