Egitto: arrestato Mohamed Badie capo dei Fratelli Musulmani

redazione

Mohamed Badie, guida suprema dei Fratelli Musulmani, è stato arrestato al Cairo. Badie, 70 anni, è stato  catturato nell’area della piazza di Rabaa al-Adawiya, epicentro della protesta islamista repressa nel sangue dal regime dei militari. Uno dei figli di Badie, il 38enne Ammar, era stato ucciso tre giorni fa nel corso degli scontri. Badie era latitante da luglio, quando fu accusato di incitamento alla violenza e all’omicidio di massa. Sulla pagina Facebook del ministero dell’ Interno egiziano è apparsa una foto scattata durante l’arresto che lo ritrae stanco e con il volto segnato. "E’ stato possibile arrestarlo – si legge in una nota del ministero – raccogliendo una serie di informazioni sui suoi movimenti". Mohamed Badie dovrà comparire davanti ai giudici il 25 agosto. La contemporanea probabile scarcerazione di Hosni Mubarak, l’uomo che lo aveva costretto per anni nella clandestinità, apre scenari destabilizzanti e si può anche leggere come un segnale forte che i militari vogliono mandare al paese e alla comunità internazionale, del tutto in controtendenza con la Rivoluzione egiziana che due anni mise fuori dal potere l’allora rais. La comunità internazionale, temendo una deriva terrorista dei Fratelli Musulmani, sollecita Abdel Fattah al Sisi, capo delle Forze armate e nuovo uomo forte del Cairo, a non bandire la Fratellanza; lo ha chiesto anche Ban Ki-Moon, il segretario generale dell’Onu, che anzi vuole "uno spazio politico più ampio" per il partito islamista. Ma i segnali vanno nella direzione opposta. E il mondo arabo “moderato” appoggerà l’Egitto anche economicamente nel caso di un raffreddamento dell’appoggio occidentale.  La lotta all’estremismo islamjco, per paesi come Arabia Saudita e gli altri potentati del Golfo, passa sopra ogni tipo di considerazione morale.