La settimana scorsa i leader europei si sono riuniti a Alden Biesen per un incontro informale volto a definire la direzione strategica dell’Unione e il futuro dell’Europa, in un contesto di forti tensioni geopolitiche e di crescente competizione globale. La discussione in corso non riguarda soltanto strumenti finanziari o assetti istituzionali, ma la capacità dell’Europa di restare un attore industriale e tecnologico in grado di competere globalmente.
All’interno di questa partita, la filiera innovativa gioca un ruolo chiave. Draghi e Letta, nei loro rispettivi report lo hanno compreso e spiegato bene proponendo una visione ambiziosa: per competere con Stati Uniti e Cina l’Unione deve completare il mercato unico, superare la frammentazione normativa e rafforzare gli strumenti comuni per sostenere la competitività nel lungo periodo.
Affinché questa impostazione produca risultati concreti, è essenziale che tutti i leader europei – dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, passando per il Presidente Macron – condividano una linea altrettanto determinata e unitaria. La filiera dell’innovazione composta da startup, scaleup, investitori, centri di innovazione e di ricerca, grandi aziende, rappresenta oggi un’infrastruttura industriale strategica per l’Europa. È il motore della sovranità tecnologica, della leadership nell’intelligenza artificiale, nelle tecnologie deep tech, nella transizione energetica e nella sicurezza economica.
Senza un salto di qualità nell’integrazione, il rischio è che l’Europa venga schiacciata da altre potenze industriali, materializzando di fatto quello che è stato definito come il “lento declino” dell’economia europea.
InnovUp, in rappresentanza dei founder della filiera italiana dell’innovazione, ha richiamato alcune priorità strategiche centrali per il futuro competitivo dell’Europa.
Tra queste, la prima riguarda la necessità di investimenti europei comuni in tecnologia e innovazione. La scala è decisiva: nessuno Stato membro può, da solo, sostenere la competizione globale nelle tecnologie strategiche. Nel 2025 la Germania ha investito circa 6,6 miliardi di euro in venture capital, la Francia 6,3 miliardi, la Spagna 2,6 miliardi e l’Italia appena 1,5 miliardi. Anche i Paesi più forti del continente, presi singolarmente, restano lontanissimi dagli Stati Uniti, che concentrano centinaia di miliardi di dollari e oltre 700 unicorni.
Giorgio Ciron, Direttore di InnovUp ha dichiarato: “È evidente che, frammentata, l’Europa non ha la massa critica necessaria. Servono programmi europei ambiziosi, stabili e coordinati, capaci di mobilitare capitale pubblico e privato verso startup e imprese innovative lungo l’intera catena del valore comunitaria.”
La seconda riguarda la costruzione di un vero mercato unico dell’innovazione attraverso il 28° regime europeo. Oggi la frammentazione delle regole societarie, fiscali e del lavoro rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita delle startup europee, che faticano a scalare rapidamente all’interno del mercato interno.
Il modello EU Inc. offre la possibilità di introdurre un quadro giuridico uniforme ,superando la moltiplicazione di normative nazionali e abbattendo i costi di conformità per le imprese europee. La Commissione presenterà a marzo il dossier dedicato all’interno della “One Europe, One Market Roadmap”: si tratta di un passaggio decisivo per trasformare il mercato unico in uno spazio realmente integrato per l’innovazione. Inoltre, la definizione di una scadenza al dicembre 2027 per il completamento dell’integrazione rappresenta il segnale di urgenza e di certezza temporale che la filiera attendeva per recuperare competitività globale. L’Italia non solo ha la possibilità, ma la responsabilità di svolgere un ruolo guida nell’attuazione di questo strumento, contribuendo a orientarne l’ambizione e l’efficacia.
Giorgio Ciron, Direttore di InnovUp ha dichiarato: “Il vertice di Alden Biesen ha confermato che mettere l’innovazione al centro della politica comunitaria non è solo una richiesta settoriale, ma una scelta strategica per la competitività, l’occupazione qualificata e la sovranità tecnologica dell’intero continente. Tuttavia, è fondamentale evitare che misure non coordinate o parziali vengano presentate come soluzioni strutturali per le aziende innovative senza incidere realmente sulle condizioni di crescita della filiera.”
La Roadmap annunciata per l’inizio di marzo rappresenta un passaggio decisivo per trasformare gli impegni dei leader in riforme concrete. Anche grazie al contributo dell’Italia, l’Europa può rafforzare la propria competitività e garantire alle imprese innovative le condizioni per competere e guidare la leadership tecnologica globale.







